Il Tirreno

Lucca

In fila per un suo autografo sul libro

In fila per un suo autografo sul libro

La gioia della scrittrice per il successo e l’affetto ricevuto al suo primo incontro con il pubblico

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LUCCA. Fecero la fila per più di ora per farsi autografare il libro. Poi, arrivati alla meta, le copie erano finite, andate a ruba. Ma nessuno protestò perché, in quel momento, volevano solo abbracciarla e congratularsi con lei. Per gli autografi ci sarebbe stato tutto il tempo in un secondo momento.

Per Chiara Conti quella domenica fu una delle più belle della sua vita, come confessò alla fine della giornata. Era il 29 gennaio scorso, alla libreria Ubik in via Fillungo presentò il suo libro “La vita oltre il destino”, uscito un mese prima e già in vetta all'editoria on line. Per lei era la prima volta in pubblico, di fronte a tanta gente, a parlare di se stessa e di un tema difficile come il cancro. Il più difficile.

Grazie alla sua intelligenza, alla verve, alla forza d'animo e di pensiero, riuscì a commuovere, incuriosire e a strappare sorrisi, raccontando i suoi anni di dolore con soavità e ilarità, pur senza omettere niente delle sofferenze patite, dei farmaci ingurgitati per anni, delle operazioni. Né delle paure per il nuovo insorgere della malattia, che da qualche tempo le stava dando problemi respiratori e le provocava un po' di affanno e che poi l'ha definitivamente stroncata.

Quel giorno, per lei, fu stancante – lo ammise – ma la fatica passò in ultimo piano. Né la stanchezza trasparì mai nella sua voce o sul suo volto durante l'incontro: le persone non finivano mai di farle domande e lei non si sottraeva al racconto, sottolineando molti passaggi con battute di spirito e sorrisi. E ugualmente senza alcun cedimento si sottopose a un'altra ora di sessione di autografi, trasformatasi, per forza di cose, in conversazione e saluti. Chiara era al settimo cielo. «Mi sento una star – diceva scherzando – e chi lo avrebbe mai pensato? Per fortuna dal parrucchiere a farmi bella ci sono andata». Un successo del genere non se l'aspettava, tanto che di libri ne aveva portati pochi in libreria, convinta che nemmeno li avrebbe venduti. Così, d'accordo con la titolare Gina Truglio e su richiesta di molti rimasti senza, decise di fissare un altro appuntamento, questa volta dedicato esclusivamente a firmare i libri. «Proprio come una star» sottolineò con la consueta ironia. E poco più di due settimane dopo, il 18 febbraio, per lei fu un'altra giornata indimenticabile, con tantissimi ancora in fila a chiederle l'autografo. (p.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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