La manifestazione
Cavani Co.mo.ter ora c’è il fallimento
Il tribunale civile di Lucca ha pronunciato la sentenza L’impresa edile aveva circa settanta dipendenti
COREGLIA. Il tribunale civile di Lucca ha dichiarato il fallimento della Cavani Co.mo.ter srl, azienda di costruzioni edili e movimento terra con sede nella frazione di Piano di Coreglia.
La sentenza di fallimento è stata pronunciata il 30 ottobre, per essere depositata in cancelleria il 2 novembre.
Si chiude con una fine annunciata una crisi aziendale scoppiata due anni fa, nata - prima ancora che da un calo di commesse - da problemi di liquidità: poche riscossioni a fronte di tanti lavori fatti.
Questo il problema che due anni fa esatti i sindacati rivendicavano all’origine delle difficoltà della Cavani, un’azienda consolidata, fondata nel 1983 da Corrado Cavani (due anni fa anche candidato sindaco a Coreglia per una lista civica di centrodestra) con circa settanta operai alle sue dipendenze.
I primi a denunciare i problemi erano stati proprio i dipendenti, in arretrato con la riscossione degli stipendi.
Il caso della Cavani è emblematico delle difficoltà che tengono sotto assedio il comparto edile. Aziende sempre più stritolate - oltre che dalla diminuzione di ordinativi - da un problema che riguarda i pagamenti delle opere realizzate. Soprattutto da parte degli enti pubblici, ingessati dal patto di stabilità.
A giugno 2011, il caso della Cavani era arrivato anche sui tavoli di Palazzo Ducale, dove era stato organizzato un incontro per parlare della difficile situazione dell’azienda, alla presenza dei sindacati, dell’assessore provinciale allo sviluppo economico Francesco Bambinie dei titolari dell’impresa.
L’ultimo tentativo di salvare l’impresa fu annunciato appunto un anno e mezzo fa: prevedeva l’intervento di FidiToscana, con fondi da destinare a un piano di ristrutturazione del debito preparato dall’azienda. Il piano sarebbe stato presentato agli istituti di credito che, a loro volta, dopo le opportune verifiche, si sarebbero dovuti esprimere in merito per adottare, eventualmente, singole delibere di approvazione.
Purtroppo però tutti i tentativi non hanno avuto l’effetto sperato.
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