Sicurezza
Cinghiali, un altro sos dagli abitanti di S. Anna
LUCCA. Poco è stato fatto, secondo i residenti di Sant’Anna, per la battaglia ai cinghiali che creano panico e distruggono i raccolti di chi è dedito all'agricoltura. E se gli enti locali continuano...
LUCCA. Poco è stato fatto, secondo i residenti di Sant’Anna, per la battaglia ai cinghiali che creano panico e distruggono i raccolti di chi è dedito all'agricoltura. E se gli enti locali continuano a ribadire che la loro replica al problema non è stata di “stallo o intempestività” (così dice Diego Santi, assessore provinciale alla caccia in una lettera pubblicata su Il Tirreno lo scorso 30 ottobre) , la gente che ha avuto danni si sente in dovere di rispondere che tutte le strategie adottate sono state inutili e la zona nord del quartiere di S. Anna resta ancora la più appetibile per questi animali.
Da ormai un anno, gli abitanti di Corte Sandorini e Corte Palazzaccio, zona ovest del quartiere, convivono con questi animali e rinunciano a coltivare granturco e olivi e a mettere recinzioni tradizionali visto che ogni cosa viene costantemente distrutta. I palazzieri (così si chiamano gli abitanti del Palazzaccio) da questi giorni, sono in buona compagnia: famiglie di cinghiali, cuccioli con mamme agguerrita alla guida, sono presenti nei pressi di Corte Meassino, molto vicino in linea d'aria con il cimitero, a sole poche decine di metri dal campo sportivo dell'Aquila S. Anna e il complesso scolastico di via don Minzoni. Campi di patate e piante distrutte, il terreno fangoso con evidenti tracce di zampe e di spostamenti di gruppo.
La corte, una delle storiche, ha verso nord coltivazioni e alberi di proprietà degli abitanti, che corrono seri rischi di vedere sciupato il loro lavoro agricolo. A S. Anna non si critica il disininteresse della provincia, quanto le soluzioni adottate. Che senso ha l'allontanamento del branco? Questo sistema – secondo i santannesi – porta solo allo spostamento del pericolo da una zona all'altra. Con la conseguenza inevitabile che i cinghiali ritornano nel posto precedente che giudicano il migliore habitat naturale. E' utile togliere il problema dalla zona limitrofa al parco fluviale per averlo a S. Alessio? Salvo poi riaverlo a S. Anna? Gli scacci con cani e l'allontanamento sono soluzioni adottate ma insufficienti. Sempre facendo riferimento alla risposta dell'assessore Santi, a S. Anna tante persone dicono di non avere traccia dei «metodi innovativi di prevenzione e contenimento da affiancare alle recinzioni elettriche».
Infatti, le recinzioni elettriche sarebbero state sconsigliate perchè creerebbero problemi a chi ha patologie di aritmia cardiaca e porta pacemaker. Anche per ciò che riguarda altri metodi, agricoltori e pensionati del posto si sono arrangiati da soli acquistando bombolette e materiale di alluminio per difendere dalle proprie strade. Tutti strumenti certificati, pagati di tasca propria e con la consulenza di persone esperte.
Michele Citarella
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