La manifestazione
Riordino Province, è scontro nel Pd
Il presidente Baccelli invia un appello ai parlamentari ma il sindaco Tambellini non lo firma: l’alleanza è già saltata
LUCCA. Riordino degli enti, è di nuovo guerra nel Pd locale. L’alleanza tra il presidente della Provincia Stefano Baccelli e il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini pare già incrinata. Il motivo della frizione sembra essere la diversa strategia che i due paladini di Lucca intendono portare avanti nell’ultima battaglia per la difesa dell’autonomia del territorio, collocato dal governo nella maxi area costiera con Pisa-Livorno e Massa Carrara. Ieri Tambellini aveva rivendicato la storia e l’importanza di Lucca, sostenendo che anche in questo contesto allargato la città poteva reclamare legittimamente il ruolo di capoluogo, senza timori reverenziali nei confronti di Pisa e Livorno. Ma l’uscita del primo cittadino probabilmente non è piaciuta al presidente Baccelli, il quale ritiene che la battaglia debba essere fatta in Parlamento sulla questione degli accorpamenti: Lucca deve essere unita a Massa, solo così si potrà salvare il capoluogo.
In questa direzione va l’appello che il presidente ha scritto rivolgendosi ai parlamentari lucchesi. «Il decreto governativo di riordino delle Province ha colpito gravemente la Toscana e il nostro territorio in particolare – scrive Baccelli – Appare chiaro che la posta in gioco non è la sopravvivenza del ceto politico, ma la presenza in loco di strutture quali prefetture e questure, camere di commercio, comandi dei carabinieri, uffici provinciali Inps e altre ancora, ovvero il mantenimento di una rete di servizi vicina ai cittadini e che rinunciare a più Province significa pagare un prezzo maggiore. Il governo ha derogato rispetto ai criteri che esso stesso aveva stabilito, consentendo l'accorpamento di altre Province alle città metropolitane solo per Milano e per Firenze, soffocando sul nascere due mostri a quattro teste. Nel primo caso ha consentito l'annessione di Monza e nel nostro quelle di Prato e Pistoia. Monza accorpata a Milano ha significato evitare un maxiprovincia Como, Varese, Lecco e Monza. Analogamente l'unione di Prato e Pistoia con Firenze ha evitato la costituzione di un maxiaggregato da Prato a Massa con Lucca e Pistoia».
Data questa premessa, il preisdente Baccelli afferma di non comprendere quale bussola abbia seguito il governo nell'accogliere e fare propria l'idea della nuova maxiprovincia Massa-Carrara, Lucca, Pisa e Livorno. «Questa scelta appare ancor più ingiustificata se si aggiunge che non c'è nessun altro caso di accorpamento a quattro in tutta Italia – prosegue l’appello – Dobbiamo pretendere che il governo ritorni sui suoi passi e corregga questa stortura applicando il metro del buon senso anche nel nostro caso, suddividendo in due realtà diverse la Provincia costiera, dato che sia Lucca insieme a Massa, sia Pisa con Livorno, superano di gran lunga i requisiti minimi necessari per l'autonomia. Il nostro appello è rivolto in primo luogo ai parlamentari lucchesi perché intervengano, in sede di conversione in legge del Decreto, sia presso il Governo perché presenti di propria iniziativa un emendamento correttivo, sia presso i gruppi parlamentari di maggioranza per sensibilizzare deputati e senatori, giungendo, se necessario, a presentare e a sostenere direttamente l'emendamento risolutivo».
Ma l’appello di Baccelli non è stato condiviso da Tambellini, come invece era avvenuto meno di un mese, quando entrambi avevano invitato ed incontrato i consiglieri regionali lucchesi che stavano per discutere delle proposte di riordino da trasmettere al governo. Il sindaco tornerà sulla questione oggi, con un proprio comunicato.
Una conferma indiretta delle frizioni interne al Pd arriva dall’onorevole Andrea Marcucci che interpellato sul taglio delle Province sottolinea subito che «la questione del capoluogo verrà dopo». «Oggi - prosegue il senatore – è fondamentale concentrare tutte le nostre energie nella battaglia per cambiare in Parlamento il decreto sulle Province. Sono convinto che abbiamo ancora qualche margine di manovra: Confido fino all'ultimo nelle nostre buone ragioni e nella sensibilità istituzionale del ministro Patroni Griffi, la nuova Provincia deve nascere dall'accorpamento con Massa-Carrara. In aula presenterò un emendamento in tal senso. Per quanto riguarda il capoluogo, è chiaro che se il decreto resta invariato, la favorita è Pisa».
Intanto ieri il ministro Cancellieri ha ribadito che il governo è aperto al dialogo e che comunque questure, comandi dei carabinieri e altri presidi di sicurezza saranno garantiti sul territorio.
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Gianni Parrini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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