Il Tirreno

Lucca

Nove lavoratori rischiano il posto alla Schott Italvetro

di Chiara Lammari
Nove lavoratori rischiano il posto alla Schott Italvetro

Si apre un nuovo fronte occupazionale in Media Valle Il sindacato decide il blocco di straordinari e flessibilità

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BORGO A MOZZANO. Si apre una nuova questione occupazionale sul territorio della Mediavalle.

Come preannunciato dal sindaco di Borgo a Mozzano Francesco Poggi, durante l’ultimo consiglio comunale, Schott Italvetro spa si prepara, infatti, a licenziare nove dipendenti tra amministrativi ed indiretti.

L’azienda, il cui organico conta attualmente 41 unità, è specializzata nella produzione di vetri e materiali speciali, componenti e sistemi per i settori elettrodomestici, elettronici, farmaceutici e legati a fonti di energia rinnovabili.

Mercoledì Schott ha incontrato i sindacali ed ha ufficializzato la decisione di ridurre il personale. Una scelta che, per adesso, sembrerebbe irrevocabile.

«Abbiamo trovato un’azienda fermamente determinata nel perseguire la via dell’esubero ma speriamo che nei prossimi giorni si aprano margini di trattativa – ha commentato Giovanni Rossi, sindacalista Cgil che sta seguendo la vertenza –.

«Le motivazioni dei licenziamenti, secondo quanto ci è stato detto, sarebbero di natura tecnico-produttiva e non legate, sostanzialmente, ad un periodo di difficoltà particolare. Schott è un’azienda che ha degli utili e che in questi anni è sempre riuscita a difendersi».

In attesa di conoscere le prossime mosse dell’azienda, Rossi ha confermato l’avvio della mobilitazione: blocco immediato degli straordinari e della flessibilità, un’assemblea lunedì 5 novembre con i settori coinvolti, due ore di sciopero martedì 6 e un’adunanza di tutti i lavoratori di Schott lunedì 12 novembre.

«La riunione a cui abbiamo partecipato ha avuto soprattutto carattere informativo. A breve – ha proseguito Rossi – organizzeremo invece un incontro ufficiale con l’azienda, sperando di trovare la via per scongiurare gli esuberi.

«Dietro quelle nove unità che verranno licenziate ci sono altrettante famiglie e persone che, in questo periodo, difficilmente riusciranno a reimpiegarsi altrove».

Una nuova difficile vertenza quindi per sindacati, lavoratori e istituzioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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