Sicurezza
Nelle vie impazza la cosplayer-mania
Costumi dei più svariati, cercati nei mercatini in Olanda o fatti venire dagli Stati Uniti. Pur di essere unici
LUCCA. Stefano Gori, 28 anni, di Viareggio, professione bagnino, ci ha messo un anno per costruirsi il costume da eroe del videogioco Gears of war. Tutto con le sue mani: ha usato vetroresina e il materiale dei tappetini del mouse per realizzarlo. E oggi, a Lucca Comics, lo può indossare. La stessa passione e impegno hanno messo le quattro ragazze di San Marino arrivate a Lucca nei panni delle “Jem and the Olograms”, eroine di un cartone animato degli anni Ottanta. I costumi, raccontano, «li abbiamo fatti venire dagli States. Costano circa 50 euro. In Italia non si trovano».
Eccoli i cosplayer: mostruosi, inquietanti, amabili. Passeggiano tra la folla con armi abominevoli, riprovevoli deformazioni fisiche o nastri per capelli colorati, quelli che portano solo i personaggi buoni delle favole. Dal Giappone all’Italia, Lucca è la capitale di questo mondo fatto di manga, tokusatsu (i film nipponici fantasy o horror), videogiochi, giochi di ruolo, band musicali e perfino pubblicità. Ce lo confermano loro, professionisti della cultura del travestimento.
«Non partecipo ad altre manifestazioni in Italia. – dichiara freddo il Comandante Generale Rei Angle, della compagnia corazzata speciale indipendente - Per i cosplayer è questo l’appuntamento più importante. E anche in Europa non c’è molto». Indossa una – apparentemente - normalissima divisa. «All’estero partecipo invece alle convention militari, - aggiunge - dove posso acquistare divise e accessori, come questa. L’ho presa in Olanda». Rivelare il nome vero non rientra forse nell’etiquette dei cosplayer. Rei Angle si limita ad allungare un biglietto da visita “Legio Feralis. Belve dentro e fuori. www.legioferalis.eu». E stop.
Ritrosi su questo anche Gianni e Pasquale, livornesi. Rappresentano personaggi della Warhammer fantasy battle, un wargame tridimensionale fantasy fatto di miniature raffiguranti razze fantastiche con poteri mutanti. Hanno uno strano stendardo, una ruota dalla quale penzolano arti umani sanguinanti. «I nostri costumi sono stati realizzati in casa – spiegano – solo alcuni accessori come il piede squartato o gli anelli di acciaio per scuoiare gli umani sono stati acquistati online. Ci sono siti molto utili per questo, a cominciare da quelli specializzati su Halloween».
Le maschere attirano l’interesse di altre maschere, i mondi paralleli socializzano, si scambiano complimenti sui costumi o informazioni preziose per rintracciare altri personaggi di razze simili o di universi in conflitto. Esibizionisti come mostri o graziose donnine manga, ma timidissimi come persone: è il caso di Chii, Virna di Ravenna, per la prima volta a Lucca Comics and Games, per la prima volta cos player. «Mi piace questo personaggio ed è facile da riprodurre. Un abito nero, qualche trina, una parrucca bionda, un romantico cestino e due orecchie a forma di cono, di carta». Tutto handmade, con l’aiuto di mamma. «I nostri costumi costano al massimo 50 euro. – spiegano Annalisa (Sayha di Maigon), Ketty (Regina Esmeralda) Simona (principessa) e Rita (Venusia) - Ci arrangiamo fra di noi». Due di loro sono veterane: «Ogni anno scegliamo un personaggio diverso: siamo state DoReMi, Creamy…».
Stoffa, filo e ago e tanto lavoro, con papà impegnati a costruire attrezzi magici anche per Alessandra, Flavia e Gioia, oggi Hatsune Miku, Meiko e Mayo, cioè tre «avatar create da un sintetizzatore vocale», vogliono chiarire. «Da 5 anni ci mascheriamo. – dicono - Ogni anno un personaggio diverso, una storia nuova. Costruiamo il costume cercando oggetti da trasformare in accessori giusti, o compriamo abiti base che possiamo modificare».
C’è tanta Toscana tra i cos player: arrivano la mattina presto, ripartono col treno alla sera. E ripetono il tragitto tutti i giorni della manifestazione.
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