Il Tirreno

Lucca

Studenti-manovali per rifare la sede dell’Artistico

di Arianna Bottari ; di Arianna Bottari
Studenti-manovali per rifare la sede dell’Artistico

Si impegnano durante l’occupazione della sede in Fillungo dove piove dal tetto, gli infissi e gli arredi cadono a pezzi

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LUCCA. Puliscono, recuperano, riordinano. Hanno anche provato a stuccare le pareti, ma sono stati fermati dai professori: quei lavori spettano alla Provincia. Sono i ragazzi del Liceo Artistico Passaglia, occupato da venerdì, che si sono rimboccati le maniche e stanno cercando di risolvere almeno una parte dei problemi con i quali convivono. Infiltrazioni d’acqua dal tetto, intonaco che cade dalle pareti, sgabelli vecchi di decenni inutilizzabili perché le sedute sono scheggiate, finestre dalle quali passano spifferi gelidi. Gli studenti mostrano aula per aula le condizioni (in alcuni casi fatiscenti) del bellissimo palazzo cinquecentesco di via Fillungo, che ospita il liceo artistico e musicale.

Hanno colto l’occasione dell’occupazione studentesca per costituire dei gruppi di lavoro e dare il via all’opera di recupero di una parte dei materiali indispensabili all’attività scolastica. Sono una trentina e sono armati di buonissime intenzioni.

«Ma quali fannulloni o criminali! Ci stiamo impegnano per fare qualcosa di costruttivo. Sono anni che qui non si vede neanche un’imbiancatura, l’edificio sta cadendo a pezzi. Almeno noi ci proviamo» dicono, raccolti nell’aula dove hanno ammucchiato vecchie sedie, sgabelli e cavalletti che stanno per essere scartavetrati e riverniciati, per renderli almeno utilizzabili.

«Tutti noi conosciamo le magagne di questa scuola – dice Tommaso -, così abbiamo deciso di intervenire. Facciamo quello che possiamo. Non è molto, ma almeno diamo un contributo».

In realtà i ragazzi del Passagli erano pronti a fare molto di più: a colpi di spatole e stucco avevano persino iniziato a risistemare un muro, dal quale si erano staccati pezzi di intonaco. Sono stati fermati dai professori: interventi di quel genere non possono essere autorizzati, serve la Provincia. Così, dai muri si è passati al materiale didattico.

«Stendiamo i giornali sul pavimento, vi appoggiamo sopra gli sgabelli e le sedie da risistemare e iniziamo a lavorare con la carta vetrata. Una volta eliminate le schegge e ripianata la superficie della seduta, la ridipingiamo e ecco che il vecchio sgabello può essere di nuovo utilizzato senza la paura di strapparsi i pantaloni».

A sentirla raccontare, verrebbe da sorridere, ma poi mostrano una sedia e un cavalletto ancora da sistemare e il sorriso scompare. «Sono sicuro che mia mamma, ai suoi tempi, usava anche lei questa roba. Non è cambiato niente», commenta Tommaso. «Quando piove, si allagano i corridoi e ci sono infiltrazioni d’acqua dal tetto», aggiunge Rebecca, puntando il dito verso un angolo del soffitto dove sono ancora visibili le tracce lasciate dall’acqua. «In tre anni, non è mai stata fatta un’imbiancatura – dice Linda – Le pareti sono sporche, si sfogliano, ma nessuno interviene». Ci sono professori che appoggiano l’impegno che questi ragazzi mettono nel cercare di migliorare la loro scuola. Alcuni li aiutano nel lavoro di recupero. Il cuore dell’iniziativa è però costituito dai ragazzi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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