Sicurezza
Zio pedofilo condannato per molestie sulla nipotina
Quattro anni in abbreviato davanti al gip per il giovane operaio della Lucchesia Il fratello e la nuora dell’imputato chiedono 700mila euro di risarcimento
LUCCA. Una scoperta che sconvolge l’esistenza di una famiglia. La mamma di una bimba di 9 anni coglie sul fatto il cognato di 22 mentre compie atti sessuali sulla sua piccina. E da una perizia psichiatrica del consulente del giudice emerge che il giovane operaio è affetto da pedofilia. Lui stesso si autodenuncia all’autorità giudiziaria e da un anno vive lontano dalla famiglia del fratello. Ieri mattina il gup Marcella Spada Ricci condanna l’imputato con rito abbreviato a 4 anni di reclusione per violenza sessuale su minorenne nell’ipotesi più lieve mentre la procura aveva chiesto 9 anni di reclusione.
I fatti. La vicenda inizia nell’aprile 2010 e prosegue sino al giugno del 2011. Il giovane operaio vive nella stessa abitazione della Lucchesia con i genitori, il fratello, la cognata e le due nipotine. Chiuso, introverso, affetto da immaturità cognitiva è spesso a contatto con le bimbe. E inizia, stando all’accusa, a palpare, toccare e baciare la più grande che frequenta la quarta elementare.
La denuncia. Il rapporto «malato» s’interrompe prima che sfoci in una violenza sessuale completa. Fratello e cognata sporgono denuncia ai carabinieri, ma il primo a farlo è lo stesso operaio che si rivolge all’avvocato Andrea Da Prato e si autodenuncia raccontando i fatti e allontanandosi spontaneamente dalla casa. Il sostituto procuratore Sara Polino fa ascoltare la vittima della violenza da un consulente mentre il gip Giuseppe Pezzuti rigetta la richiesta d’arresto della procura tenendo conto dell’autodenuncia e dell’allontanamento volontario dell’autore del reato. Ieri mattina l’epilogo con la condanna. Adesso i familiari della piccina, costituitisi parte civile, chiedono un risarcimento del danno pari a 700mila euro. (l.t.)
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