Il Tirreno

Lucca

Imu, stangata sulle seconde abitazioni

di Nicola Nucci
Imu, stangata sulle seconde abitazioni

Conguaglio di dicembre particolarmente salato per i cittadini di Capannori e Porcari: aliquote stabilite al 10,6 per mille

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CAPANNORI. La cartella Imu di dicembre sarà più cara da pagare per i contribuenti dei comuni della Piana.

Altopascio ha aumentato l'aliquota sulla prima casa e Montecarlo non esclude un ritocchino. Stangata a Capannori e Porcari per i possessori di seconde case. A metà dicembre, al conguaglio, dopo le rate di giugno e settembre, sarà la volta della terza tranche.

Capannori ha confermato con l'approvazione in bilancio di previsione di non aumentare l'Imu che sulla prima abitazione resta al 4 per cento (meno del 4,30 della vecchia Ici) per non gravare sulle famiglie meno ricche. Partendo da 600 euro di rendita catatale e applicando l’aliquota sulla prima casa la spesa media è di 200 euro. Ma rimane invariata anche l'aliquota del 10,6 per mille sulle seconda abitazioni. Anche se concesse in comodato gratuito ai figli e ai parenti. Una decisione contestata dall'Udc. Una modifica che il Comune ha preso l'impegno di valutare quando sarà più chiara la normativa nazionale. Sulle seconda case la spesa supera i mille euro. Dalla manovra l'amministrazione Del Ghingaro ha previsto un introito di 13,5 milioni di euro.

Ad Altopascio l'aumento dell'imposta sugli immobili è notizia fresca. L'aliquota sulla prima casa è passata al 5,5 per mille, la più cara della Piana, fatte salve le detrazioni sull'abitazione principale. A giugno gli altopascesi avevano pagato il 4 per mille. Per le seconde case il 10,6 per mille (prima era del 7,6) e per i fabbricati rurali del 2 per mille. Ancora da quantificare il gettito ulteriore per le casse comunali ma sarà più consistente. L'argomento sarà al centro del prossimo consiglio comunale, spostato a sabato. Una scelta che il sindaco Marchetti ha motivato con i minori trasferimenti dalla Stato per assicurare i servizi essenziali alla comunità.

A Montecarlo l'aliquota sulla prima casa sarà del 5 per mille, ma è più alta l'imposta ordinaria che è del 9,6 e per gli immobili concessi in affitto i proprietari dovranno pagare il 10,6 per mille. Più bassa invece l'aliquota sui fabbricati rurali ad uso strumentale (1 per mille). Le detrazioni sono di 200 euro per l'abitazione principale e 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni purché abbia la dimora abituale.

«Il Comune sta valutando la situazione del bilancio con incontri settimanali con la responsabile dell'area finanziaria – dicono il sindaco Vittorio Fantozzi e l'assessore al bilancio Andrea Tocchini – e a novembre, ancor prima dell'assestamento di bilancio previsto entro la fine del mese, speriamo di confermare la nostra intenzione di non aumentare le aliquote. Le uniche incognite in questo senso possono venire ancora a compensare minori entrate previste e non certo maggiori da spese sulle quali vige l'attenzione di amministratori e dipendenti. Pesano anche le incognite imprevedibili del governo Monti. Comunque agiremo cercando in ogni modo di non far ripagare al cittadino un ulteriore aumento».

A Porcari la giunta Baccini ha già ritoccato di un punto percentuale l’aliquota ordinaria portandola al 10,6 per mille, il massimo consentito dalla legge. Ma è stata fatta una eccezione per i possessori di sola prima casa (3,5, la più bassa) per tutelare le fasce più deboli. Il Comune prevede di incassare circa 470mila euro in più dall'aumento per un totale di oltre 2,5 milioni. «Siamo stati costretti dal taglio di 702mila euro - aveva dichiarato il sindaco Baccini - ma l'aliquota sulla prima casa resta la più bassa e tuteliamo anche le imprese mantenendo invariate le altre tassazioni».

Porcari ha previsto una normativa agevolata per gli immobili locati: aliquota ridotta al 7,6 per mille per le case concesse in affitto come abitazione principale e del 4 per mille per gli affitti a canone concordato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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