Il Tirreno

Lucca

La nostra non è una lotta insensata

I ragazzi del Vallisneri e dell’Isi di Barga spiegano i motivi dell’occupazione

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LUCCA. Non è insensata la protesta degli studenti: è una battaglia per conquistare il futuro, per migliorare la scuola.

Questo il messaggio che arriva da gruppi di studenti di istituti di tutto il territorio lucchese in occupazione o autogestione dallo scorso fine settimana.

Gli studenti del liceo Vallisneri in occupazione spiegano di avere preso questa iniziativa «in linea con le decisioni prese dal collettivo studenti lucchesi e rispondendo all’invito di mobilitazione nazionale dell’Uds (unione degli studenti). Gli obiettivi - spiegano ancora gli studenti - sono di protestare contro il decreto Aprea e la proposta di legge Profumo, ma anche di sensibilizzare gli studenti sui temi della scuola e dell’attualità».

Intanto, l’occupazione prosegue anche all’Isi di Barga. «I giovani vogliono speranza - spiegano gli studenti dell’Isi - vogliono porter guardare al futuro e dire “non vedo l’ora di essere grande”. Vogliono certezze di lavoro e studio», spiegano gli alunni della terza B dell’indirizzo di studi liceo delle scienze umane.

Sulle occupazioni e autogestioni di questi giorni si è aperto un ampio dibattito, tra diritti degli studenti, rispetto della legalità e bisogno di mantenere intatte le prerogative della scuola pubblica e del diritto allo studio.

«Venerdì al Liceo Machiavelli – interviene Maria Grazia Furnari di Lucca Bene Comune –, durante l'assemblea per l'elezione dei rappresentanti dei genitori (che con la legge Aprea passa alla discrezionalità delle singole scuole e rischia di sparire) il preside, visto che il clima nelle scuole superiori di Lucca si sta “riscaldando”, ha tenuto a ricordarci che l'occupazione dell'Istituto da parte degli alunni è illegale. Mi chiedo e gli chiedo: invece è legale privare degli insegnanti di sostegno gli studenti diversabili? È legale stipare gli studenti in classi-pollaio in violazione di tutte le leggi sulla sicurezza? È legale, in caso di assenze dei docenti, “smistare” gli studenti in classi già affollate o, come avviene sistematicamente alle superiori, fare entrare e uscire prima e dopo i ragazzi da scuola, accorciando arbitrariamente l'orario annuale ed erodendo il diritto allo studio dei nostri ragazzi? È legale accogliere i ragazzi in strutture inadeguate e fatiscenti?»(n.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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