La manifestazione
Condannato ma direttore Il sindaco: «Non so niente»
Giallo sulla nomina dell’architetto Maurizio Tani nell’Opera delle Mura L’ex presidente Colucci: «Dovevano chiedere il mio parere, non lo hanno fatto»
LUCCA. Da qualche mese è direttore dell’Opera delle Mura ma il sindaco Alessandro Tambellini dice di non esserne a conoscenza. «Forse si tratta di un passaggio automatico, essendo il dirigente responsabile dei settori ambiente e cultura».
Il dirigente in questione è l’architetto Maurizio Tani, 59 anni, coinvolto e condannato in primo grado - per abuso d’ufficio, nella vicenda delle cosiddette serre di San Macario.La sua figura torna al centro della cronaca dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza con cui il tribunale lo ha condannato a un anno e due mesi di reclusione e nasce un piccolo giallo sul suo ruolo di direttore dell’Opera delle Mura.
Chi lo ha nominato e quando? Se il sindaco, e anche il suo vice Antonio Sichi, affermano di non avere informazioni precise al riguardo, l’attuale presidente dell’Opera delle Mura Alessandro Biancalana fa presente di aver trovato Tani quando è stato nominato, a luglio.
Qualche elemento in più lo porta l’ex presidente dell’Opera, Francesco Colucci, che dice: «Credo che la nomina sia avvenuta nel momento del passaggio di consegne tra l’amministrazione Favilla e quella nuova. Decaduto Favilla, non poteva più ricoprire il ruolo di direttore Antonella Giannini, che aveva avuto un incarico dal precedente sindaco. A quel punto si è dovuto optare per un dirigente in pianta organica del Comune ed è stato designato Tani. Tra l’altro doveva anche essere chiesto il mio parere, ma non è stato fatto. E per un mese e mezzo abbiamo lavorato insieme».
Tornando alle motivazioni della sentenza, i giudici affermano che «le pratiche coinvolgenti il Fontanini venivano trattate secondo un canale privilegiato. L’esistenza di cointeressenze e connivenze emerse è alla base di un modus operandi del tutto anomalo ed esclusivamente funzionale a favorire gli interessi del personaggio in questione».
E’ la convinzione del collegio composto dal presidente Valentino Pezzuti e dai giudici Mario Profeta e Stefano Billet. L'architetto Tani è stato accusato di aver abusato del proprio ruolo, dirigente dell’ufficio urbanistica del Comune, per favorire gli interessi privati di un personaggio che da anni ruota intorno e all'interno della sfera pubblica: Antonio Maurizio Fontanini, cui è stato rilasciato - secondo le imputazioni - il permesso di costruire in una zona protetta e nonostante il divieto della soprintendenza.
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