Il Tirreno

Lucca

Alce, i lavoratori sfilano in corteo nel centro di Fornoli

di Barbara Antoni
Alce, i lavoratori sfilano in corteo nel centro di Fornoli

Settantacinque addetti sono destinati alla mobilità: diciassette impiegati, cinquantasette operai e un dirigente

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FORNOLI. Piccoli cortei, iniziative spontanee degli operai per esprimere all’azienda il loro dissenso davanti alla sua decisione di aprire la procedura di mobilità. Ma anche per partecipare a tutti i cittadini della zona l’amarezza di un’odissea di lavoro che si trascina ormai da tre anni. Questi i motivi che ieri mattina hanno fatto scattare la mobilitazione dei dipendenti di Alce. Alle 8 è stato ricostituito il presidio davanti all’enorme piazzale dove sorgeva l’ex cartiera destinata a diventare una centrale a biomasse.

Sono settantacinque i lavoratori - di cui 57 operai, 17 impiegati e un dirigente - che da tre anni passano dallo scibile degli ammortizzatori sociali in attesa che arrivi a compimento la costituzione della new.co, la nuova società composta da Alce spa del gruppo Silvateam e un partner di maggioranza, per dare il via alla costruzione della centrale. Ma la società non ha mai visto la luce e il 31 dicembre scadranno gli ammortizzatori sociali ordinari.

L’azienda - è notizia dei giorni scorsi - ha deciso di dare forfait motivando la sua decisione col fatto che la pendenza del pronunciamento (atteso a inizio 2013) del Consiglio di Stato in merito al ricorso degli ambientalisti contro la centrale, il partner non ha intenzione al momento di esporsi in una new.co. E per questo ha deciso di mandare tutti a casa, definitivamente.

Ipotesi però per niente condivisa dai lavoratori.

I quali invece, sottolinea il segretario della Slc Cgil Fabio Graziani, hanno deciso di dare battaglia per difendere il loro posto di lavoro. Domani sindacati ed Rsu di fabbrica si incontreranno «per fare il calendario di iniziative sindacali e per mettere in atto ulteriori iniziative di protesta», anticipa il sindacalista.

«Abbiamo chiesto alla famiglia Battaglia, azionista di maggioranza di Silvateam - spiega Graziani - di assumersi l’onere di sottoscrivere la new.co in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato. In questo modo, con la prospettiva certa della riconversione industriale, potrebbe essere avanzata la richiesta per la cassa integrazione in deroga a partire da gennaio prossimo, anche se ad oggi non si sa quali saranno i suoi termini nel 2013».

Al primo grado di giudizio - il ricorso al Tar - gli ambientalisti hanno avuto la peggio: il tribunale amministrativo della Toscana si è pronunciato a favore del progetto di Alce, confermando la validità di tutte le sue autorizzazioni. Subito gli ambientalisti hanno fatto ricorso al Consiglio di Stato.

Questa, ad oggi, la situazione. «Il partner di maggioranza esiste, è una società del nord Italia - conferma il sindacalista Graziani -. Le nostre proteste e azioni dimostrative saranno tutte puntate a spingere Alce spa a costituire una società ponte fino al pronunciamento del Consiglio di Stato».

E per ottenere questo risultato, i lavoratori si sono rimessi in trincea. Come tre anni, non lasceranno, da ieri a data da destinarsi, da mattina a sera non lasceranno mai il bungalow di legno davanti l’azienda che rappresenta il quartier generale della loro protesta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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