Il Tirreno

Lucca

Rabbia degli studenti, occupate quattro scuole superiori

di Nadia Davini
Rabbia degli studenti, occupate quattro scuole superiori

All’Artistico momenti di tensione: al preside viene impedito di entrare nell’edificio e arrivano gli agenti della questura

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LUCCA. Non si sono fatte attendere le già annunciate proteste degli studenti nelle scuole superiori. Diversi istituti si sono mobilitati bloccando la didattica ordinaria e promuovendo assemblee straordinarie sfociate poi in autogestioni e occupazioni. Così all'Artistico di via Fillungo, all'Istituto d'arte di piazza Napoleone, all'Ipsia “Giorgi” e allo scientifico “Vallisneri”.

I primi a partire sono stati gli studenti del liceo di via Fillungo e di quello di via delle Rose, che nella notte tra giovedì e venerdì sono entrati nei rispettivi edifici dichiarando lo stato di occupazione. Ieri mattina, invece, è stata la volta del Passaglia, con gli studenti che si sono barricati dentro la scuola impedendo l'accesso al preside, causando come conseguenza l'intervento delle forze dell'ordine.

Nel corso della mattinata, poi, la situazione si è fatta più tranquilla: all'Artistico, ad esempio, l'occupazione si è trasformata in una sorta di occupazione-autogestione. Chi vuole potrà seguire le lezioni al piano terra, mentre al secondo piano prosegue lo stato di agitazione, aperto anche agli insegnanti che vogliono partecipare.

Disegno di legge Aprea e tagli previsti dalla legge Profumo: sono questi i due motivi principali che hanno fatto scattare l'agitazione studentesca, destinata a svilupparsi nei giorni successivi fino a lunedì, quando il centro sarà attraversato da grande manifestazione per la scuola bene comune e per la libertà dei saperi.

«Siamo arrivati a scuola – raccontano alcuni ragazzi del “Vallisneri” - e ci hanno detto che c'era occupazione. L'idea stava girando da qualche giorno nella scuola e poi nella notte alcuni studenti sono entrati. Come prima cosa abbiamo fatto assemblea, abbiamo parlato dei motivi della protesta e ci siamo divisi in gruppi lavoro, gruppi discussione e gruppi studio. Gli insegnanti hanno partecipato con noi e nel corso della mattinata è arrivata la Digos, che ha preso i documenti ai maggiorenni. Abbiamo intenzione di restare dentro per alcuni giorni, di sicuro fino a lunedì».

«La situazione è tranquilla qui a scuola – spiega un'altra studentessa – La maggior parte di noi è rimasta nell'edificio per portare avanti l'occupazione. Resteremo a dormire in una ventina, stiamo organizzando le prossime giornate di mobilitazione. Intanto per lunedì mattina abbiamo previsto una manifestazione studentesca, forse domani (domenica, ndr) terremo una lezione pubblica in piazza. Nel frattempo vogliamo coordinarci con le altre scuole, per portare in corteo quanta più gente possibile, insegnanti compresi». Non è mancato il vertice tra presidi e polizia, già in programma da tempo, ma che ha inevitabilmente affrontato anche la situazione negli istituti lucchesi, cercando di focalizzare la collaborazione tra forze dell'ordine e dirigenze scolastiche per operare una mediazione con gli occupanti. Intanto anche il liceo Majorana di Capannori è entrato in cogestione, tra assemblee, laboratori, cineforum e momenti di discussione per analizzare e approfondire la situazione politica, sociale ed economica. «La mobilitazione – concludono gli studenti e le studentesse in protesta – è nata per rispondere alla legge che prevede un miliardo di nuovi tagli alla scuola pubblica, mentre per le scuole private la musica è ben diversa. Le condizioni di grave disagio in cui da anni si trovano le scuole pubblica (edilizia scolastica, professori precari, mancanza di fondi) sono destinate a peggiorare. La legge Aprea prevede la possibilità di impedire che si costituisca una rappresentanza studentesca all'interno delle scuole».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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