Finanza
Insieme per promuovere le macchine per il tissue
LUCCA. Dodici aziende multinazionali del settore della metalmeccanica per il tissue si mettono insieme per promuovere i loro prodotti ai loro principali clienti in tutto il mondo. Un’idea di...
LUCCA. Dodici aziende multinazionali del settore della metalmeccanica per il tissue si mettono insieme per promuovere i loro prodotti ai loro principali clienti in tutto il mondo. Un’idea di promozione del Made in Italy di alta qualità che tecnicamente è un contratto di rete, uno strumento di aggregazione di imprese che intendono accrescere la loro capacità innovativa e la competitività sui mercati. Un’importante sinergia, unica nel suo settore, che comprende un segmento di imprese che contano in totale più di 1500 addetti per un fatturato di oltre 500 milioni di euro, con il 90% di esportazione.
E se questo nuovo contratto si chiama Tissue Italy, il cuore pulsante parla lucchese. Otto di queste imprese vengono infatti dal nostro territorio – A.Celli Paper, Fabio Perini, Futura, Gambini, Mtc-Macchine trasformazione carta, Pcmc, Recard, Toscotec – mentre due aziende sono bolognesi – Pulsar e Tmc-Tissue machinery company, una di Reggio Emilia, la Elettric 80, e un’altra di Lecco, la Omet. L’obiettivo è quello di valorizzare e accrescere collettivamente la reputazione di eccellenza di questo distretto industriale, lucchese e italiano, all’avanguardia nelle tecnologie per la carta tissue, mostrandone a livello mondiale il know how e la potenzialità di innovazione.
In particolare la rete si prefigge di raggiungere questo scopo attraverso l’organizzazione di un evento, unico nel suo genere, la Tissue Technology Week, che si svolgerà tra la primavera e l’estate del 2013 e che richiamerà operatori del tissue da tutto il mondo. Un evento unico del suo genere in grado di portare a Lucca un migliaio di operatori dai cinque continenti. «In quei giorni – spiegano i rappresentanti delle aziende che hanno aderito al contratto di rete – il distretto cartario lucchese diventerà la capitale mondiale del tissue e questo può avvenire in un contesto che non esiste da nessun altra parte, dove nelle varie aziende della filiera si possono vedere all’opera i macchinari in tutti i vari processi di produzione del tissue, dalla fase della cellulosa fino al confezionamento del prodotto finale che arriva negli scaffali dei supermercati».
Alessandro Petrini
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