Il Tirreno

Lucca

E il Fillungo cambia pelle, catene invece di botteghe

E il Fillungo cambia pelle, catene invece di botteghe

Il salotto commerciale della città ormai è simile a tanti altri centri storici per colpa sia della congiuntura economica sia per gli affitti troppo alti

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Una volta c’erano le cosiddette botteghe che realizzavano pezzi unici e introvabili. Oggi invece, dagli accessori all’abbigliamento, sono le catene a spopolare fra le principali vie del nostro centro storico e c’è chi si domanda se la famosa “città del garbo” non rischi, in questo modo, di omologarsi un po’ troppo alle altre.

Risulta infatti difficile ormai, salvo casi particolari, trovare qualche negozio che la contraddistingua, qualche marchio che non si acquisti altrove, quando camminando per la via principale si incontrano così tante catene. Una situazione che salta facilmente agli occhi come l’ennesimo sintomo della crisi che investe il paese.

Del resto, in via Fillungo, i prezzi per un affitto arrivano a toccare anche i dodicimila euro al mese, una cifra in molti casi insostenibile per semplici negozianti e che finisce, inevitabilmente, per dettare la geografia del commercio.

Via Fillungo, all’angolo con via Roma, inizia così con Dixie, che occupa il locale ristrutturato recentemente e che prima ospitava la Levi’s. Procedendo, è la volta di LiuJo, Pinko e Silvian Heach Kids. E ancora, di fronte spicca la vetrina di Guess accessori e, a fianco, quella colorata di Accessorize.

All’angolo con Chiasso Barletti, non poteva mancare Promod e, andando avanti nell’abbigliamento, Motivi e Max Mara. Successivamente, è l’ ampio negozio di Tezenis a catturare l’attenzione, dove è possibile acquistare dall’intimo ad alcuni generi di abbigliamento. Incontriamo poi Golden Point e Calzedonia, passando per Kiko, la catena di cosmetici che sta avendo grande successo.

Al posto di Musetti, accanto al negozio di calzature FootLocker, a fine novembre, aprirà i battenti Twin Set che farà probabilmente concorrenza al vicino Max&Co.

Proseguendo, è la volta della profumeria Gardenia, di Falconeri ed Elena Mirò, non dimenticando Intimissmi, La Vela, Swarovski, Geox e Bijou Brigitte. E ancora pochi passi separano Massimo Rebecchi da Carpisa, Conte of Florence e Monica Shoes. Spiccano poi la vetrina della Thun e quella di Flavio Castellani per arrivare, a Trussardi Jeans, Sisley e Lacoste.

È andando avanti che troviamo infine Game Stop, il negozio di videogiochi, ma le catene non finiscono qui. Diversa risulta invece la situazione per zone vicine, come, ad esempio, Chiasso Barletti che ha visto in tempi recenti una cospicua rivalutazione, pur non contando su un commercio di questo tipo.

Una condizione, questa, dettata soprattutto dai prezzi degli affitti che possono oscillare da un minimo di circa 500 euro fino ad un massimo di duemila, nonostante si tratti di un’area storicamente ambita, dove Cesare, Pompeo e Crasso sancirono il primo triumvirato.

Flavia Barsotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini