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Respinto dalla modella, la esibisce nuda
Scultore nei guai per la statua osée. Sono 26 i casi recenti di stalking: un’imprenditrice segue l’innamorato anche al mare
LUCCA. Centodieci casi in 24 mesi, 26 ammonimenti del questore alcuni dei quali diventati denunce per atti persecutori. Lo stalking come fenomeno sociale sempre più diffuso in Lucchesia. Un reato trasversale che comprende tutte le fasce d’età e gli stati sociali: dai giovani sino ai sessantenni. Studenti, professionisti, imprenditori, commercianti e persino artisti. Nessuno è immune. E le donne non sono soltanto vittime, ma pure carnefici. La polizia anticrimine, diretta dal dottor Raffaele Gargiulo, dispone di agenti specializzati a trattare questo tipo di reato che minaccia - oltre l’incolumità fisica - anche la salute psicologica delle persone. I provvedimenti per gli stalker? Si va dall’ammonimento - provvedimento amministrativo alternativo alla querela e con il quale il questore Cracovia intima di all’autore del reato di cessare l’azione persecutoria nei confronti della vittima - sino alla denuncia. Ecco i casi limite.
Lo scultore e la modella. Alcuni mesi fa un artista lucchese, dopo la travagliata relazione con una modella straniera sposata, prova a riconquistarla. Non riuscendoci per cercare di farle cosa gradita realizza una scultura che la ritrae nuda e la espone in una mostra con tanto di targa che riporta il nome e il cognome della bella signora. La donna, operatrice del settore, pur non vivendo in Lucchesia viene a conoscenza dell’«iniziativa» dello spasimante. E non resta affatto contenta. Tanto che denuncia lo scultore alla polizia. L’artista viene convocato negli uffici di via Cavour e si becca l’ammonimento del questore nonostante provi a far valere la sua buona fede. Morale? La statua della «venere irriconoscente» viene immediatamente tolta da ogni esposizione.
L’ombrellone di fronte. L’attrazione fatale di una quarantenne benestante versiliese verso un piccole imprenditore lucchese iniziata la scorsa primavera prosegue anche in estate. Lui vuol troncare la relazione per non lasciare la famiglia e la prole. Lei è pronta a tutto. E in estate prenota l’ombrellone in uno stabilmento balneare della Versilia proprio accanto a quello della famiglia del malcapitato. Con conseguenze facilmente immaginabili che costringono l’industriale lucchese a rivolgersi alla questura per placare i bollenti spiriti dell’ex fiamma ed evitare guai maggiori con la consorte. L’avvenente quarantenne convocata in questura con il marito si sfoga tra l’imbarazzo degli stessi agenti. «Ho perso la testa per quell’uomo e sono disposta a lasciare marito e figli per lui». L’ammonimento del questore diventa la miglior medicina per curare il mal d’amore.
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