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Alce getta la spugna e manda a casa tutti e 74 gli operai

Alce getta la spugna e manda a casa tutti e 74 gli operai

BAGNI DI LUCCA. Alla fine Alce ha gettato la spugna. È ufficilae: la società con sede a Fornoli, dopo aver dismesso la cartiera e senza avere, dopo tre anni, fatto passi avanti nella realizzazione...

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BAGNI DI LUCCA. Alla fine Alce ha gettato la spugna. È ufficilae: la società con sede a Fornoli, dopo aver dismesso la cartiera e senza avere, dopo tre anni, fatto passi avanti nella realizzazione del suo progetto di centrale a biomasse, ha avviato la procedura di mobilità per tutti e 74 i lavoratori rimasti.

I sindacati hanno ricevuto la lettera con l’annuncio ieri e immediatamente all’Alce è stata organizzata un’assemblea, molto animata.

Ieri pomeriggio c’è stato anche un incontro in Palazzo Ducale - a cui hanno partecipato, oltre l’azienda, gli assessori Francesco Bambini (sviluppo produttivo) e Mario Regoli (lavoro, il sindaco di Bagni di Lucca Massimo Betti, l'assessore comunale Lucchesi e le parti sociali - durante il quale la direzione aziendale ha confermato la decisione di avviare la procedura di mobilità.

La direzione aziendale, infatti - riporta la Provincia in una nota - «a fronte del fatto che l'udienza del Consiglio di Stato, da tempo attesa, in cui dovranno essere esaminati i ricorsi presentati contro l'autorizzazione al progetto è fissata per il 12 febbraio e che l'attuale cassa integrazione scadrà il 31 dicembre prossimo, non intende assumersi alcun rischio, senza avere garanzie precise sulla possibilità di attingere ulteriormente alla cassa integrazione».

L'azienda conferma comunque «la sua intenzione di portare avanti il progetto di realizzazione della centrale a legno, prevedendo di riprendere anche la produzione del tannino, per procedere ritiene però opportuno aspettare la sentenza del Consiglio di Stato».

La Provincia, da parte sua, continua la nota, «ha ribadito la disponibilità per ulteriori incontri e il suo impegno per verificare la possibilità di rinnovare la cassa integrazione o adottare altri strumenti di sostegno per i lavoratori, in modo da scongiurarne il licenziamento. Dei 74 operai attualmente in forza dell'azienda, sono 45 quelli a cui spetta la rioccupazione negli impianti a biomasse o nella lavorazione del tannino».

Ma di fatto la mobilità intanto partirà per tutti. Se poi ci sarà una possibilità di recuperare il posto di lavoro con il nuovo impianto auspicato da Alce, sarà però nel termine di un lungo periodo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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