Finanza
Stazioni chiuse, pendolari arrabbiati «Decisione assurda»
Non convince l’ipotesi del servizio con i pullman sostitutivi «Dovremo usare l’auto e sarà un salasso per i portafogli»
CAPANNORI. Storie di pendolari colpiti dall'annunciato taglio delle stazione. Costretti, se la delibera non sarà rivista o ritirata, come hanno chiesto a gran voce i sindaci della Piana, a prendere il treno nella frazione dove abitano.
Andrea Giorgi è uno studente universitario che abita a Capannori centro.
Tutte le mattine prende il treno delle 8.43 da Tassignano-Capannori per andare a Pisa.
«Se chiuderanno la stazione dovrò andare a Lucca e il disagio oltre che fisico sarà per il mio portafogli. Il costo del biglietto andata e ritorno resterebbe invariato, ma per spostarmi avrei una spesa in più per l'auto, la benzina e il parcheggio, visto che non è facile trovare posto gratuitamente nei dintorni della stazione di Lucca e gli stalli più vicini sono a pagamento. Non mi sembra giusto. Tra l'altro adesso aumenteranno anche biglietti ed abbonamenti ferroviari».
Anche lui è tra i firmatari della petizione in corso alla biblioteca di Artemisia a Tassignano.
«E' un'iniziativa doverosa per cercare di salvare la stazione, anche se le speranze sono risicate – dice Giorgi – e come me tante altre persone hanno sottoscritto la raccolta di firme per chiedere alla Regione e all'assessore Ceccobao di mantenere aperta la stazione di Tassignano o almeno garantire le corse nelle ore di punta. Non si può giustificare la cancellazione solo con fredde percentuali e i tagli del governo quando in ballo c'è un servizio pubblico così importante e fondamentale
«Si parla tanto di mobilità alternativa, di ridurre l'uso dell'auto perché inquina e poi si va nella direzione opposta. Forse non sono stati valutati gli effetti economici e i disagi derivanti da questa decisione. Non tutte le famiglie possono permettersi una seconda auto per arrivare alla stazione vicina».
Una mamma, che lavora a Lucca nel settore della sanità, è molto preoccipata.
«Abito nel Compitese e mio figlio studia a Pescia. Ogni mattina prima di andare in ufficio lo accompagno in auto alla stazione e lui se ne va a scuola. Mi chiedo cosa accadrà se veramente la Regione Toscana deciderà di mettere la parola fine alle piccole stazioni. Mi toccherà andare a Pescia? No, impossibile. Vorrà dire che mio figlio prendere il pullman: per carità, nessun dramma, ma certo è che il treno ha orari più comodi. Insomma, sarà un disagio».
Per i viaggiatori delle stazioni soppresse si prospettano servizi sostitutivi via bus o verso stazioni vicine. Ma c'è scetticismo sulla funzionalità e puntualità di questo servizio.
La reazione alla decisione della Regione è stata forte e trasversale.
Oltre 1300 firme raccolte da cittadini e comitati nei comuni della Piana. Sul tema interviene il sindaco di Porcari, Alberto Baccini.
«Questa delibera deve essere rivista, così penalizza i pendolari che sono tanti a Porcari, dove abbiamo raccolto ben 762 firme contrarie».
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