Sicurezza
Rapina anziana, 6 anni di carcere
Condannato in abbreviato il giovane che assieme ad alcuni complici minacciò e derubò la pensionata
CAPANNORI. Una banda senza scrupoli. Capace di fare irruzione in un’abitazione di Capannori dove si trovava da sola una pensionata di 82 anni che venne rapinata di 500 euro, minacciata e costretta a mettersi a letto. Non solo. I componenti la gang compivano furti tra Pistoia, Lucca e Pisa. Le indagini, partite proprio dalla rapina all’anziana datata 29 novembre 2010, portarono i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile diretti dal tenente Andrea Senes, all’arresto di tre albanesi e alla denuncia di altri quattro extracomunitari tra cui due donne. Quello che gli inquirenti ritengono il capo della banda, Lodion Uruci, 23 anni, detenuto nel carcere di Pistoia, è stato condannato in abbreviato dal giudice Alessandro Dal Torrione a 6 anni di reclusione per furto, rapina e ricettazione. Per altri due complici - Nardian Asllani, 22 anni e Blerim Paja di 28, entrambi albanesi - è stato disposto il rinvio a giudizio.
Le contestazioni. Oltre alla rapina a Capannori, Uruci è accusato anche di aver cercato di compiere un furto alla ferramenta Marilena Gaddini a Borgo a Mozzano (18 dicembre 2010) e di non esserci riuscito per l’intervento di una pattuglia dell’istituto di polizia privata Vesuvio di aver commesso in concorso con una giovane donna albanese tre furti nel territorio di Pescia. Uno tra il 19 e il 21 gennaio 2011 al ristorante Pucci impossessandosi di mille euro, di un pc portatile Acer, di un telefonino Samsung, di una valigetta e di circa 10 bottiglie di vino. Il secondo, sempre in un locale di Pescia, tra il 25 e il 26 gennaio 2011 all’«Andrea Chio» portandosi via 750 euro, un pc portatile Apple, un telefono Iphone, carne di maiale e di vitello e un taste de vin per somelier in argento. Infine - tra il 17 gennaio e il 27 febbraio 2011 - di essersi introdotto utilizzando un piede di porco e in tre circostanze diverse nell’esercizio commerciale «Il Chiosco» di proprietà di Gianfranco Benvenuti. Complessivamente, sempre assieme a una ragazza albanese (per lei si procede separatamente in giudizio), si sarebbe impossessato di monete da uno e due euro e da 50 e 20 centesimi contenute nel registratore di cassa, di una mortadella e di un salame. Infine Uruci era accusato anche di ricettazione di un bracciale in argento, uno in oro e un paio d’orecchini rubati alla ditta Bianchi e Caraffi snc tra il 26 novembre 2010 e l’8 febbraio 2011.(l.t.)
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