Proteste
Niente olio e vino e nessuno stand al Salone del gusto
Il territorio è presente a Torino con alcuni prodotti top ma si è rinunciato anche a una presenza istituzionale
LUCCA. Ci sono il prosciutto bazzone, il biroldo, il pane di patate, il fagiolo rosso e il farro. Eccellenze garfagnine, a parte il fagiolo. E tutti, eccetto il farro, a marchio Slow Food che ha scelto proprio il legume nostrano come quarto presidio lucchese. Da oggi a lunedì sono pronti a stupire ed intrigare con i loro colori e sapori le migliaia di visitatori che, come ogni anno, prenderanno d’assalto il Lingotto Fiere di Torino per il Salone del Gusto, uno degli appuntamenti enogastronomici più importanti d’Italia e del mondo.
Ma con loro a dividere i momenti di gloria non ci saranno altri prodotti locali che, in passato, di gradimento ne hanno avuto parecchio, anche nella prestigiosa platea torinese. Non ci sono, infatti, l’olio e il vino, per cominciare con le assenze più significative. Ma non ci sono nemmeno l’otto file, il pane di Altopascio, la farina di neccio e di castagne.
Insomma, dei 65 prodotti che compongono il paniere lucchese la rappresentanza è ridotta al lumicino e si salva in corner grazie a Slow Food, le cui condotte locali sono in forza a Torino con i produttori di prosciutto bazzone, farro, pane di patate, biroldo e fagiolo rosso (compresi nel paniere) e con diverse iniziative che coinvolgeranno anche i viticoltori.
Quella che manca, invece, è la presenza istituzionale. Nello stand di Toscana Promozione, l’agenzia pubblica alla quale è affidata la valorizzazione e la promozione dell’economia e del territorio regionale, la Provincia di Lucca non c’è. A dire il vero, ne mancano altre perché ad aver aderito sono le amministrazioni di Arezzo, Grosseto, Livorno e Siena e gli operatori di quelle zone. L’unica realtà lucchese coinvolta nelle iniziative dello stand regionale – dove ogni giorno verranno organizzate degustazioni, pranzi, cene grazie ai Cuochi dell’alleanza con gli chef di molti ristoranti toscani - è l’Istituto professionale per i servizi alberghieri di Barga.
«Non sappiamo perché la Provincia di Lucca – spiegano a Toscana Promozione – non abbia aderito. Forse per problemi di risorse». Una mezza conferma arriva dall’assessore provinciale Diego Santi. «Non ho seguito personalmente la vicenda – spiega - perché ho avuto la delega in un momento successivo. Ma credo di poter imputare la non adesione a problemi di risorse. Per dirla molto in sintesi e brutalmente: tra i pullman o le scuole e la promozione, quest’ultima viene in secondo piano. Certamente dispiace non prendere parte a manifestazioni importanti, ma quando ci sono pochi soldi, bisogna fare delle scelte obbligate. Penso, tuttavia, che i nostri prodotti abbiano acquisito autorità e pubblico tali da avere successo e appeal di mercato. Hanno una forza commerciale in sé. Ciò non significa, però, abbandonarli. In che modo non saprei, vista l’incertezza sul futuro della Provincia».
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