Italia
«Delibera trasparente, non avevo dubbi»
Le polemiche su quella consulenza condizionarono la corsa a sindaco per il centrosinistra
LUCCA. È in Versilia per lavoro. E quando il cronista lo chiama al cellulare per chiedere una sua valutazione sulla decisione della corte dei Conti, che assolve l’ex giunta regionale dall’accusa di danno erariale per quella consulenza affidatagli nel 2006, per un attimo resta in silenzio. «La notizia l’apprendo da lei e mi rende molto felice». Andrea Tagliasacchi, ex presidente della Provincia, candidato a sindaco nelle amministrative del 2007 proprio per quell’incarico da 25.335 euro a quadrimestre (telefono cellulare compreso) probabilmente perse le elezioni. O almeno quella «tegola» minò e non poco le sue potenzialità. Tanto da provocare una frattura anche all’interno dello stesso centrosinistra spianando la strada al successo - 23 anni dopo - di Mauro Favilla, il candidato del centrodestra appoggiato dall’allora amico Piero Angelini. Sono passati cinque anni. Un’eternità. Tagliasacchi è lontano da un certo modo di fare politica. Il tempo lenisce le ferite e, a caldo, l’ex presidente della Provincia preferisce volare basso limitandosi a dichiarazioni scontante. «Prendo atto della sentenza - prosegue al telefono dopo aver metabolizzato la bella notizia - e rispetto quello che ritengo un atto di giustizia. Non avevo dubbi sulla trasparenza degli atti e sulla qualità del lavoro che avevo svolto in quel lasso di tempo sino alle mie dimissioni». Di più, al momento, Tagliasacchi preferisce non dire. Certo è che l’attacco politico di quei mesi - culminato con l’esposto alla procura contabile dei consiglieri regionali dell’opposizione di centrodestra Giuliana Baudone e Maurizio Dinelli - fu letale per l’esponente di centrosinistra che, nei sondaggi, in quel frangente era in vantaggio sull’avversario. E guardando agli scandali attuali che coinvolgono assessori e consiglieri di varie regioni italiane (dal Lazio al Piemonte) viene da sorridere di fronte a un incarico sui processi di concertazione regionale, sulla nuova organizzazione del tavolo generale e sull’elaborazione di un libro bianco attinente le tematiche della «governance» in Toscana. Una scelta, quella di Tagliasacchi, opinabile sino a quanto si vuole, ma dovuta essenzialmente a una sua pregressa e positiva esperienza indiscutibilmente riconosciuta come presidente della Provincia di Lucca per due legislature. «Tra l’altro - sottolinea Tagliasacchi - tengo a precisare che il compito affidatomi è stato svolto con grande professionalità tanto che i contenuti del libro bianco hanno prodotto effetti notevoli sulla programmazione regionale».
A chiarire definitivamente la situazione legata all’incarico il pronunciamento del collegio giudicante della corte dei conti di Firenze: «Le delibere di incarico ad Andrea Tagliasacchi, alla luce dell’articolo 8 della legge regionale 26 del 2000 che la sola normativa che la giunta regionale doveva osservare, appaiono immuni da vizi di legittimità contestati dalla procura. L’oggetto dell’incarico lascia presumere l’assenza all’interno della segreteria della giunta regionale di professionalità idonee allo svolgimento dell’incarico».
Luca Tronchetti
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