Il Tirreno

Lucca

Sindaci d’accordo, la Regione lasci aperte le stazioni

di Nicola Nucci
Sindaci d’accordo, la Regione lasci aperte le stazioni

Documento unitario dei primi cittadini della Piana mentre sono già 1200 le firme per il ritiro della delibera

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CAPANNORI. I sindaci della Piana chiedono alla Regione di fare un passo indietro.

E' la sostanza del documento sottoscritto dalla Provincia e dai primi cittadini della Lucchesia al termine del summit di Palazzo Ducale da presentare al governatore della Regione, Enrico Rossi, e all'assessore Luca Ceccobao. La richiesta è esplicita: ritiro della delibera “chiudi stazioni” ed apertura di un tavolo di concertazione e confronto.

Tutte d'accordo le istituzioni dei comuni di Lucca, Capannori, Porcari, Montecarlo, Altopascio e Massarosa presenti ieri pomeriggio al vertice sulle stazioni per studiare una contromisura per salvare le stazioni di Tassignano-Capannori, Porcari, Montecarlo e Nozzano.

Allo stesso tavolo coordinato dall'assessore provinciale Luigi Rovai i sindaci dei comuni interessati dai tagli. Il documento unitario impegna la giunta regionale a revocare la delibera dell'assessore Ceccobao che prevede la chiusura di cinque stazioni lucchesi ed invita ad aprire un tavolo tecnico di confronto con gli enti locali per una riorganizzazione del servizio che tenga conto delle minori risorse ma anche della necessità di garantire il servizio ferroviario per tutti gli utenti.

«Adesso dovrà aprirsi una nuova fase di concertazione nella quale discutere sulle soluzioni da trovare con la Regione ma nessuna dovrà prescindere dal fatto che la stazione debba rimanere aperta» dicono in coro i sindaci della Piana. Il sindaco di Montecarlo, Vittorio Fantozzi, aggiunge:« Il documento unico è un passo avanti per unificare la protesta e la preoccupazione degli enti. Un invito ad aprire il dialogo, dove insieme ai Comuni ed ai comitati dei pendolari di tutte le stazioni si possa discutere assieme alla Regione e Trenitalia la riorganizzazione del servizio su rotaia, consapevoli di come l'alta velocità sia una priorità pari a quella di garantire la parità di accesso a servizi fondamentali per tutta l'utenza di territorio».

Un incontro convocato a ventiquattro ore di distanza dalla mozione unitaria con cui il consiglio regionale ha chiesto di revocare la delibera 859 dello scorso 1º ottobre.

Il documento del Pd è stato poi votato dai rappresentanti di tutti i gruppi consiliari e votato all'unanimità dall'aula. Così come la Regione non potrà essere ignorata la mobilitazione dei cittadini.

A Tassignano, dove è in corso una petizione al polo culturale Artemisia, in due giorni sono state raccolte oltre 150 firme a cui vanno sommate un centinaio del comitato del Padule che a Porcari ha raccolto 762 sottoscrizioni. Oltre 150 firme a Montecarlo in municipio. Nei tre comuni della Piana sono state superate le 1200 sottoscrizioni in pochi giorni. Contrari alla sopressione delle piccole stazioni voluta dall'assessore Ceccobao nell'ambito della riorganizzazione del trasporto con l'introduzione di una coppia di treni “fast” con sole fermate nelle grandi stazioni.

Un disagio per tanti viaggiatori se non ci sarà un dietrofront da parte della Regione e per i quali si prospettano servizi sostitutivi via bus o verso stazioni vicine (massimo 38 km), sulla cui efficacia i pendolari sono molto dubbiosi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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