Finanza
Oltre 2.000 risarcimenti dall’Inail
Ecco come fare per chiedere l’indennizzo di una patologia o di un disturbo derivato dalle più svariate attività lavorative
LUCCA. C’è l’artigiano di Segromigno in Monte che per una lombodiscoartrosi ha preso 8.149 euro dall’Inail. Il coltivatore diretto di Montecarlo, invece, ha dovuto fare i conti con una più seria “sordità da rumore” che oggi gli dà 480 euro al mese. Anche la tendinopatia della spalla miete vittime: ne hanno sofferto una parrucchiera di Piazza al Serchio e un macellaio di Altopascio. L’Inal ha dovuto liquidare a entrambi una somma superiore ai 4mila euro. Stiamo parlando di malattie professionali, quelle patologie che si manifestano in modo lento, graduale e progressivo e che sono causate da una specifica attività lavoratori. Molti ne soffrono ma non a tutti viene riconosciuto un indennizzo. Spesso perché non si pensa neppure di fare domanda dato che nessuno ci informa. Non è questo il caso di Lucca dove da tempo l’Inac conduce agguerrite battaglie in difesa dei diritti dei lavoratori.
«Chi entra in questi uffici per una consulenza sulla pensione deve uscire con almeno due rendite». Libero Seghieri ci scherza su, ma lo stesso non fanno le sue controparti. Inps e Inail hanno dovuto spesso soccombere nei duelli a colpi di norme e sentenze con il patronato lucchese. E a trarne beneficio sono migliaia di lavoratori, nelle cui tasche arrivano soldi che possono contribuire a migliorare la vita di chi ha lasciato sul posto di lavoro anche un pezzettino di salute.
Negli ultimi dieci anni sono oltre 2.000 le persone che hanno avuto dall’Inail una rendita risarcitoria. «Il 33% delle denunce di tutta la Regione arriva dalla provincia di Lucca – spiega Seghieri – E non perché i nostri lavoratori sono più soggetti a queste patologie, ma semplicemente perché noi ci impegniamo a far valere i loro diritti. Gli facciamo sapere che anche i piccoli disturbi possono essere indennizzati se derivati dall’attività occupazionale». Il numero delle richieste presentate dall’Inac e accolto dall’Inail è andato via via crescendo. «Per conto mio – spiega Severi – dopo che una persona ha svolto per decenni un’attività manuale, fisica o di altro genere è difficile che non abbia subito dei danni. Per questo quando qualcuno viene a chiederci una consulenza sulla pensione verifichiamo se vi sono i presupposti per fargli avere una rendita infortunistica. Del resto i lavoratori versano i contributi anche all’Inail, per cui se hanno diritto a un risarcimento è bene che ne usufruiscano».
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