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Dubbi di Fazzi sul party a Sorbano

Dubbi di Fazzi sul party a Sorbano

Interrogazione di Liberi e responsabili e dell’Udc: quale tutela per i Comics?

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LUCCA. Mai una festa aveva suscitato tante perplessità come il Comics and Games Party. Organizzata per il 3 novembre dal Centro studi S. Marco al polo fieristico di Sorbano del Giudice, l’iniziativa è finita nel mirino di Pietro Fazzi e del suo gruppo Liberi e responsabili che, insieme con l’Udc, hanno presentato un’interrogazione al sindaco Alessandro Tambellini.

Nel giro di pochi giorni è la seconda che riguarda i Comics: quella precedente sollevava dubbi sulla gara d’appalto per l’assegnazione delle tensostrutture. Ora, invece, a giudizio di Fazzi e dei consiglieri Antonino Azzarà, Nicola Buchignani e Lido Fava non torna che un privato utilizzi il nome della storica manifestazione, con il consenso del Comune e di Lucca Comics & Games e per di più sfruttando gratis la pubblicità. Ai quattro consiglieri, inoltre, risulta che il Centro studi abbia stretto accordi per quattro anni con Lucca Fiere e Congressi per l’utilizzo del polo fieristico «lasciando intendere – fanno notare – di voler ripetere l’esperienza del 3 novembre e di volerla consolidare in un vero e proprio avviamento commerciale». «A nostro parere – proseguono – è una spendita impropria del nome Lucca Comics & Games anche se si è cercato di mascherarla, con l’omissione di Lucca e la sostituzione della & con and. Ricordo che dopo un anno di utilizzo di un marchio senza alcuna eccezione sulla sua titolarità non si può più chiedere nulla. Quali sono i patti stabiliti dal Comune con gli organizzatori della festa per l’uso del nome, della pubblicità e per l’opportunità di godere di uno dei giorni di maggiore potenzialità e afflusso di clienti dell’intero anno? Questa non è una benevola accoglienza di una manifestazione all’interno di un evento più grande. E’ molto di più. Per questo chiediamo ufficialmente, attraverso l’interrogazione, quali atti di tutela siano stati fatti per evitare un uso improprio di un marchio tra i più rilevanti di proprietà comunale. Altrimenti è plagio».

E ci sono altre perplessità. In particolare sul fatto che il Centro studi sia la stessa azienda ad aver curato, a marzo scorso, la brochure “Lucca Holding perché” per conto della società partecipata del Comune. «Su quella pubblicazione – sottolinea Fazzi – resta da capire dove sono andati a finire i contratti con gli inserzionisti, per circa 30mila euro, che dovevano coprire le spese, poi sostenute direttamente da Lucca Holding». Niente contro il party né contro i Comics. «Stiamo cercando chiarimenti – concludono i consiglieri – e vogliamo solo il bene della manifestazione, che anche per noi è il fiore all’occhiello della città. Ma non si può chiudere gli occhi su tutto, su una gestione complessiva che non ci convince. Per questo abbiamo chiesto spiegazioni ufficiali. E ora aspettiamo qualche risposta».

Paola Taddeucci

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