Il dolore
Ma l’ente non cambierà nome
Arturo Lattanzi: restiamo “Crl”, anche se ora siamo presenti in un’altra banca
LUCCA. L’accordo per l’acquisizione di una quota azionaria del Banco del Monte Spa da parte della Fondazione Cassa di riparmio di Lucca, certamente segna una svolta per la storia delle istituzioni bancarie in città. E sembra quasi un paradosso che la Fondazione Cassa di risparmio di Lucca, rimasta appunto senza la banca Crl (ora facente parte del gruppo Banco popolare), per svolgere un ruolo collegato al territorio nel mercato del credito debba entrare nella Banca del Monte e unirsi a Carige e a Fondazione Banca del Monte.
È la premessa perché anche qui succeda come è successo a Pisa, dove la Fondazione Cassa di risparmio di Pisa, persa la banca omonima, ha cambiato anche nome della fondazione? Non solo. per la stessa Fondazione, che senso ha, oggi, investire nell’attività bancaria?
Ne parliamo con Arturo Lattanzi, presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Lucca, in carica dall’11 aprile 2011 dopo la scomparsa (1° marzo) di Giovanni Cattani, di cui era stato vicepresidente dall’aprile 2009.
Lattanzi, 74 anni, è stato per molti anni direttore generale della Cassa di risparmio di Lucca ed è socio della Fondazione dal dicembre 2001. Con il suo Cda (vice Alessandro Bianchini, consiglieri Loris Barsi, Maido Castiglioni, Ela Mazzarella, Antonio Pasquini e Giorgio Tori)resterà in carica fino all’approvazione del bilancio consuntivo 2012, e cioè fino al prossimo aprile. Salvo rielezione da parte dell’organo di indirizzo, naturalmente.
Per la fondazione l’acquisizione di una quota di Bml è certamente una diversificazione del proprio patrimonio (ora immobiliare e finanziario). Ma non è rischioso in questo periodo investire in una banca data la crisi economica la cui uscita sembra ancora lontana?
«Questa per noi è un’ulteriore diversificazione, sempre in ambito finanziario, su un gruppo bancario come Carige nel quale la Fondazione al momento non ha un’esposizione rilevante. Peraltro, l’investimento per l’acquisizione della partecipazione nella Banca del Monte di Lucca rappresenta circa il 3% del patrimonio della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ed è finalizzato anche alla crescita della banca sul territorio».
Sono in programma altre acquisizioni bancarie?
«Non sono assolutamente in programma altre acquisizioni».
Con l'entrata nella società per azioni della Banca del Monte la fondazione Crl diventa addirittura concorrente della sua ex “figlia” Cassa di Risparmio di Lucca. È l'ulteriore segno della fine di un'epoca o resteranno forme di collaborazione?
«Non ritengo che si possa parlare di concorrenza. Ciascuna banca fa il proprio mestiere con modalità e ambiti differenti. Il nostro è un investimento che ha come scopo principale il rafforzamento del ruolo della Banca del Monte, unica banca di Lucca con organi societari deliberanti sul territorio».
A questo punto non crede che forse converrebbe fare come ha fatto la Fondazione della Cassa di Risparmio di Pisa che ha cambiato il proprio nome in Fondazione Pisa? Dobbiamo attenderci che la fondazione Cassa di Risparmio di Lucca in un prossimo futuro possa perdere il riferimento a quella banca e magari diventare Fondazione Lucca?
«Non è certamente intenzione della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca dimenticare le proprie origini». (g.bor.)
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