Gioco
La Fondazione Crl investe ed entra in Banca del Monte
Con un esborso di 25 milioni 800mila euro acquisisce un quinto del capitale con l’obiettivo di rafforzarne il ruolo di istituto di credito del territorio
LUCCA. Venticinquemilioni 800mila euro. Questo il valore dell'operazione che compie la Fondazione Cassa di risparmio di Lucca per tornare all'attività bancaria, da cui si era allontanata cedendo tutte le sue partecipazioni di Crl al gruppo Banco Popolare (inizio 2011). Adesso la Fondazione Crl acquisisce quote di capitale della Banca del del Monte di Lucca direttamente dalla Fondazione Bml. E così, l'assetto di Bml, da 40% Fondazione Bml e 60% Carige, si spacchetta in tre quote societarie: 20% Fondazione Bml, 20% Fondazione Crl, 60% Carige. In sintesi, è l'operazione dal punto di vista finanziario, che sarà seguita da un aumento di capitale sociale di 50milioni (così ripartiti: 10 milioni Fondazione Crl, 10 milioni Fondazione Bml, 30 milioni Carige). L'accordo, già siglato, attende l’ok dell'Autorità di vigilanza.
Vertici al completo. Nella sede di Bml in piazza San Martino ieri è arrivata l’ufficialità dell’accordo, tenuto fino all’ultimo momento sotto stretto riserbo. Al gran completo lo schieramento dei vertici dei soggetti protagonisti: quelli di Carige (con il direttore generale Ennio La Monica e il presidente Giovanni Berneschi), di Bml (il presidente Fabrizio Cerbioni e il direttore Umberto Sebastiano), di Fondazione Bml (il presidente, l’avvocato Alberto Del Carlo) e Fondazione Crl (il presidente Arturo Lattanzi e il direttore Marcello Bertocchini). In sala altri rappresentanti di istituzioni ed enti cittadini, tra cui il presidente della Provincia Stefano Baccelli, il presidente della Camera di Commercio Claudio Guerrieri e Cristina Galeotti, presidente di Assindustria. Assente (ma invitato) il sindaco Alessandro Tambellini.
La banca del territorio si rafforza. «Genovesi e lucchesi, eccellente combinazione: entrambi hanno il braccino corto...». Il presidente di Carige Berneschi scherza, ma non nasconde di puntare molto sulla tradizionale inclinazione al risparmio e sull’imprenditorialità della comunità locale per questo rafforzamento della banca del territorio, un’azione che definisce «buona e doverosa per questa città e questa provincia. Carige è un gruppo che comprende la banca, la holding che fa la banca e dal primo gennaio ci sarà anche Banca Carige Italia, che seguirà il territorio fuori dalla Liguria. Questa con Lucca è una combinazione bella e vincente». Piace il concetto di banca del territorio alla base di Bml, che significa «avere sede legale in città, avere amministratori che conoscono la gente e che possono entrare nel merito della valutazione creditizia».
«Una sinergia a favore della comunità». Sono le parole che Arturo Lattanzi usa per definire l’acquisizione, da parte della Fondazione Crl, del 20% di Bml. «Abbiamo ritenuto di affiancare la nostra consorella (la Fondazione Bml, ndr) perché speriamo che insieme si possa fare molto di più. L’obiettivo che abbiamo raggiunto è duplice: dà l’idea dell’unione, della sinergia, di due fondazioni che lavorano insieme per il territorio e contribuiscono al suo sviluppo e a superare un momento delicato». E quanto all’uscita da Crl, Lattanzi sottolinea che «siamo stati costretti, ma bisogna pensare allo sviluppo del territorio».
Utili reimmessi sul piano locale. «Se abbiamo dismesso una parte di Bml - spiega l’avvocato Del Carlo - significa che investiremo in altri titoli per il mantenimento del patrimonio. E con le plusvalenze incrementeremo le riserve per il territorio. Del resto, nonostante il momento attuale, abbiamo mantenuto il livello di destinazione sul territorio».
Entusiasmo diffuso. «In Italia, oggi, poche fondazioni bancarie riescono a contribuire allo sviluppo - dice Baccelli -, mi fa piacere che siano tornate di moda le banche del territorio». Consenso anche da parte di Guerrieri («non ho potuto riunire le categorie su questo tema per il riserbo che si doveva mantenere, ma so per certo che questa operazione sarà ben accolta) e di Cristina Galeotti («ben venga un’operazione che può portare sviluppo»).
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
