Proteste
Caso Alce, comitati e circolo del Pd all’attacco
BAGNI DI LUCCA. La prospettata ripresa di attività del sito industriale di Alce come centrale a biomasse fa tornare rovente la polemica. Da una parte i comitati Ambiente e salute si scagliano contro...
BAGNI DI LUCCA. La prospettata ripresa di attività del sito industriale di Alce come centrale a biomasse fa tornare rovente la polemica. Da una parte i comitati Ambiente e salute si scagliano contro l’ad di Alce spa Maurizio Varraud, dall’altra il Pd tira le orecchie al sindaco Massimo Betti invitandolo a cambiare rotta. Una caos, insomma.
«Non ci stupisce l’ennesimo tentativo di Varraud di delegittimare chi si oppone alla realizzazione dell’impianto a biomasse, lanciando gravi accuse contro chi chi parla di non sostenibilità economica del progetto – affermano i comitati dopo le dichiarazioni rilasciate giorni fa dai vertici aziendali –. Anche il presidente dell’Uncem Oreste Giurlani sostiene che le aziende che riusciranno ad allacciarsi al gestore dei servizi energetici entro fine anno godranno dei certificati verdi; le altre, con potenza superiore ai 5 megawatt, dovranno essere iscritte a un registro e accedere a un meccanismo di aste competitive al ribasso. Alce – proseguono i comitati – non riuscirà a entrare in esercizio entro fine anno, per cui, se l’azienda è convinta di esulare dalle regolamentazioni prescritte nel decreto ministeriale del 6 luglio, chiediamo che sia citata la fonte ufficiale che rende possibile tale scappatoia».
In realtà, continuano i comitati, «il decreto è stato più penalizzante della bozza dato che Alce, oltre a dover sottostare alle aste al ribasso, sarà costretta a competere con gli impianti a biomasse brucianti rifiuti». I comitati affermano inoltre che «nell’autorizzazione concessa ad Alce si indica in modo esplicito che l’alimentazione dovrà essere a legno vergine; ma, considerato l’attuale quadro incentivante, nessuno può escludere che in futuro si possa richiedere di bruciare biomasse da rifiuti, magari adducendo la difficoltà di reperire legname o la crisi del mercato del tannino».
Intanto dal circolo locale del Pd, tramite Sebastiano Pacini e i consiglire di Obiettivo Comune Umberto Bartoli, arriva un duro attacco all'operato del Comune sulla questione Alce. «I due rappresentanti sostengono che la nuova amministrazione si è prodigata con iniziative di facciata per ostentare splendori passati o per organizzare eventi istituzionali che hanno consentito la passerella di personaggi che, secondo noi, tengono in ostaggio il sindaco mentre nel frattempo si è perso di vista quello che è la priorità del nostro Comune e cioè il lavoro. Solo se c’è il lavoro i cittadini possono non abbandonare il territorio, realizzare lo sviluppo, rifiorire i commerci e lo spirito di iniziativa. Questo crediamo sia presente nella mente del sindaco». Il Pd ne ha anche per i comitati: »Alce è solo uno dei tanti temi legati all’ambiente, altri problemi sono ignorati, come l’inquinamento delle cartiere, il traffico, il depuratore di Fornoli o l'educazione alla salute che non si fa».
Rossana Federighi
Chiara Lammari
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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