Trasporti
Assistenti sociali a rischio continuità
Scoppia il caso in Garfagnana: solo una è dipendente di un Comune, le altre tutte precarie
CASTELNUOVO. Preoccupazione sul destino delle assistenti sociali in Garfagnana. Qui il sistema di assistenza sociale si basa su 6 operatrici di cui sono una è dipendente del Comune di Gallicano. «A queste vanno aggiunte due figure amministrative impiegate nella pianificazione del settore sociosanitario in condizioni di precarietà, dato che da anni (una addirittura da 12) sono passati da contratti a tempo determinato alle dipendenze di singoli comuni, a contratti con società interinali - spiega Michele Massari (Fp Cgil) - fino a essere assunte nell'ultima fase dall 'Uncem (unione comuni montani) al momento in cui le leggi di stabilità hanno impedito agli enti locali di effettuare nuove assunzioni sia pure temporanee». Massari lancia il grido d’allarme. Purtroppo, sottolinea, «tale soluzione ha una scadenza inderogabile: il 31 dicembre 2012. A quella data se non ci saranno soluzioni alternative e definitive le assistenti sociali saranno disoccupate. A questo si aggiunge che con ogni probabilità centinaia di casi saranno senza assistenza con le e famiglie in grave difficoltà».
Il servizio di assistenza si cura di casi legati a minori, salute mentale, handicap, disagio, anziani. Ogni assistente sociale, si occupa di circa 150 casi, in totale 900 in un anno. «È chiaro - prosegue Massari - è indispensabile l'intervento dell'operatrice nel sostegno alle famiglie che si troverebbero altrimenti in gravissime difficoltà. Sollecitata più volte anche dalla Cgil, l’Asl di Lucca attraverso il suo direttore generale dichiarò alla conferenza dei sindaci del 16 maggio la disponibilità di procedere ad assunzioni attraverso società di somministrazione di assistenti sociali, un impegno a cui non si è dato corso. D'altra parte sembra oggi ferma la discussione sulle società della salute e l'Unione dei Comuni non ha assunto deleghe per provvedere a un eventuale concorso per l'assunzione di assistenti sociali. A ciò si aggiunge che la Regione vieta ai comuni la delega delle funzioni sociali alle Asl. Gli interrogativi sono tanti e di straordinaria gravità: ci chiediamo che fine faranno i sette operatori oggi impiegati due con funzioni amministrative e cinque assistenti sociali e quale sarà il livello di assistenza sociale in Garfagnana dal gennaio 2013. Se non si prenderanno decisioni immediate, oltre a perdere posti di lavoro, avremo decine di casi di disagio e anziani in difficoltà senza assistenza». (l.d.)
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