Il Tirreno

Lucca

Province, in Regione si fa di conto Se si vota, vince Lucca-Massa

Domani a Firenze il consiglio decide sulle proposte di riordino degli enti da trasmettere al governo Il Pd è diviso e preferirebbe evitare una consultazione, ma Udc e Pdl chiedono che sia fatta una scelta

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. È il momento della calcolatrice. Sì, perché per capire cosa succederà domani nel consiglio regionale chiamato a discutere di riordino delle Province bisogna mettersi a fare somme e sottrazioni. Dal risultato finale di questi calcoli dipende il futuro di Lucca.

Il consiglio potrebbe - o dovrebbe, a seconda dei punti di vista – scegliere una delle due ipotesi di riordino uscite dal Comitato delle autonomie locali nelle settimane scorse per trasmetterla poi al governo. Si tratta del cosiddetto 4+1 appoggiato dall’Anci (che mette Lucca nella maxi area costiera con Pisa, Livorno e Massa Carrara) e dell’ormai noto 5+1, ipotesi sposata dall’Upi che prevede – tra le altre cose – l’unione di Massa con Lucca, garantendo il ruolo di capoluogo a quest’ultima.

Abbiamo scritto che il consiglio “potrebbe” scegliere perché ancora non è chiaro cosa accadrà. L’incertezza è legata alle divisioni interne al Pd, partito di maggioranza nell’assemblea: su 23 consiglieri una dozzina sono favorevoli all’ipotesi del 4+1, 7 -8 appoggiano la proposta dell’Upi e 3 (quelli di Siena) non parteciperanno alla votazione. Stando così le cose, l’establishment democratico era orientato verso una decisione “pilatesca”: non votare sulle due proposte ma trasmetterle entrambe al governo.

Ma dato che dall’Udc e dagli altri partiti del centrodestra arriverà la richiesta di metterle al voto è facile che si arrivi alla resa dei conti e che la spaccatura nel Pd diventi ufficiale. «Non credo che questa sia una questione politica su cui il partito è chiamato a dare dimostrazione di compattezza – spiega Marco Remaschi, consigliere del Pd – Spero che si vada al voto e che ogni consigliere sia libero di esprimere l’opinione che si è fatto viaggiando sul territorio. Personalmente, sosterrò la proposta dell’Upi che mi sembra quella più ragionevole. Non votare? Mi pare che nella riunione preconsiliare dei giorni scorsi non sia emersa questa linea. Nel caso, la cosa avrebbe dovuto essere gestita in modo diverso».

Se consultazione sarà, i sondaggi danno vincente la proposta dell’Upi. Il consiglio è composto da 55 membri e per avere la maggioranza bisogna raggiungere almeno quota 28. Sempre che tutti siano presenti, in caso contrario il numero si abbassa. Detto come stanno le cose nel Pd (dove anche il presidente non vota), c’è da considerare che i 5 consiglieri dell’Idv non appoggeranno alcuna proposta, mentre Udc, Pdl e Gruppo Misto sembrano orientati a sostenere l’ipotesi dell’Upi. Un rappresentante della Lega, inoltre non sarà in aula per questioni personali. Incerto, invece il comportamento dei gruppi della sinistra.

Gianni Parrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa