Votare o non votare Il dilemma Province non fa dormire il Pd
Lunedì in consiglio regionale si affronta il tema del riordino Il partito (spaccato) orientato su una decisione “pilatesca”
LUCCA. Votare o non votare. È il dilemma che agita le notti dei membri del Pd regionale, ancora indecisi sul da farsi in tema di riordino delle Province. Lunedì prossimo si terrà la riunione del consiglio regionale in cui si discuteranno le due ipotesi uscite dal Comitato delle autonomie locali nelle settimane precedenti. Si tratta del cosiddetto 4+1 (che vede Lucca accorpata con Pisa, Livorno e Massa) e del 5+1, che prevede l’unione con la provincia apuana, garantendo alla città delle Mura il capoluogo.
Il partito del governatore Enrico Rossi, che inizialmente sembrava deciso a mettere al voto le due proposte per scegliere quella da mandare al governo, ha fatto retromarcia. Una settimana di incontri e trattative avrebbe spinto i consiglieri del Pd capeggiati Vittorio Bugli a non tentare il braccio di ferro.
Il tema è scivoloso: mescola campanilismo e politica e rischia di far variare le geometrie su cui si appoggia la maggioranza. Facendo due conti non appare scontato che le truppe dei “rossiani” (favorevoli al 4+1) in caso di voto riescano a spuntarla. Diversi membri del Pd – guarda caso quasi tutti “renziani” – sono pronti a sostenere l’ipotesi del 5+1 approvata dall’Upi. Con loro voterebbe compatto anche il centrodestra. Stesso discorso per l’Udc, mentre l’Idv ha fatto sapere che non parteciperà al voto. I gruppi della sinistra invece dovrebbe confermare la propria fedeltà al governatore. L’esito di una votazione sarebbe molto incerto: nel Comitato delle autonomie locali, ad esempio, se si fosse scelto di votare una sola ipotesi avrebbe prevalso quella con Lucca-Massa.
Per questo motivo nel partito democratico ci si sta orientando verso una decisione “pilatesca”: passare al governo entrambe le proposte uscite dal Cal. «C’è anche una questione interpretativa da tenere presente – spiega Stefano Bruzzesi, responsabile enti locali Pd Toscana – Alla Regione si chiede di trasmettere le decisioni uscite dal Comitato delle autonomie locali. Stop. Sceglierne una mi sembrerebbe sbagliato».
Il ruolo da semplice messaggero del consiglio, inoltre, servirebbe a salvaguardare anche il principio autonomistico sancito dall’art. 133 della Costituzione: il mutamento delle circoscrizioni provinciali, infatti, dovrebbe avvenire sempre su iniziativa dei Comuni e sentita la stessa Regione. Su questo ed altri aspetti del decreto di riordino approvato dal governo, inoltre, si esprimerà la Corte costituzionale il prossimo 6 novembre.
Non è detto però che la tattica difensiva del Pd vada a buon fine. «Chiederemo che si voti una delle due proposte – spiega Giuseppe Del Carlo, consigliere regionale Udc – La nostra idea è che si debba uscire dall’assemblea con una sola proposta. Possibilmente quella del 5+1». Staremo a vedere cosa succederà. Probabile che qualunque cosa esca dall’assemblea regionale, il governo decida di andare avanti per la sua strada: magari dando attuazione alla legge attuale che mette Lucca sotto Prato, con Massa e Pistoia.
Gianni Parrini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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