Italia
Imprese edili strangolate da fisco e mancati pagamenti
L’imprenditore Piergiorgio Casanova rilancia l’allarme per il settore «Da 7 anni attendo una concessione all’Acquacalda, da 2 i soldi di una scuola»
LUCCA. «Non c’è più modo di farsi pagare da nessuno». E’ sconsolato l’imprenditore edile Piergiorgio Casanova, noto in città anche per essere stato presidente della Lucchese nella stagione 1983-84, che rilancia l’allarme per il settore delle costruzioni dopo l’intervento di Renato Galli, presidente della sezione lucchese dell’Ance.
Casanova sottolinea che al di là del grave problema dei mancati pagamenti, le aziende soffrono anche per i ritardi nelle risposte da parte degli enti pubblici. E scende subito nel concreto, facendo esempi precisi.
«Nel 2005 - dice - ci fu proposto l’acquisto di un terreno commerciale industriale all’Acquacalda. Verificammo in Comune l’edificabilità del suolo e presentammo in data 2 agosto dello stesso anno domanda di concessione. Sono passati più di 7 anni e la concessione non è stata ancora rilasciata, con un danno per la nostra attività di 1 milione e 150mila euro. Sto pensando di ricorrere alla magistratura per essere risarcito».
La famiglia Casanova opera con due imprese: la Casanova Costruzioni e la Edil Ston e quello dell’Acquacalda è solo uno dei casi controversi.
«Una situazione analoga è avvenuta in Versilia» racconta aggiungendo poi un altro esempio: «Abbiamo vinto l’appalto di una scuola con il sistema di project financing per parecchi milioni di euro, abbiamo eseguito i lavori e consegnato la scuola al Comune (di Massarosa; ndr) e alle autorità scolastiche due anni fa. L’istituto è perfettamente funzionante, l’impresa deve ancora essere pagata».
Con il Comune di Viareggio – racconta ancora Casanova - l’impresa ha avuto problemi di documentazione persa dopo un intervento immobiliare per cui a due anni dalla consegna delle case l’azienda attende il pagamento del contributo concesso dalla Regione».
«Non parliamo poi della questione fiscale - continua Casanova - per un disguido del mio ufficio, per una multa di 91,16 euro pagati con 12 giorni di ritardo mi è arrivata dall’Agenzia del territorio una penale di 172 euro, con interessi per 12 giorni del 188,67%».
Infine il capitolo privati. «L’impresa fa un lavoro, non viene pagata e fa decreto ingiuntivo al debitore. E il fisco?Siccome il debitore non paga l’imposta prevista per il decreto ingiuntivo, l’Agenzia delle Entrate la chiede all’impresa, che oltre alla mancata riscossione, deve far fronte al pagamento di imposte e spese legali».(f.t.)
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