Sicurezza
Undici milioni ai centri sanitari privati
Ecco il budget che l’Asl destina alle strutture esterne accreditate per attività ambulatoriali e in regime di ricovero
LUCCA. Undici milioni nelle tasche dei privati. Centesimo più, centesimo meno, è questa la cifra complessiva delle convenzioni fra l’Asl 2 e le strutture private accreditate che forniscono prestazioni ambulatoriali e in regime di ricovero.
Una somma suddivisa in due budget: quello riservato ai residenti nel territorio dell’Asl 2 e quello destinato alle attività in favore di cittadini toscani, esclusi i residenti dell’Asl 2.
Da sempre i centri privati accreditati, da Martini a Barbantini, da S. Zita, a Check up, alle Ville di Nozzano, affiancano l’azienda sanitaria con un’attività che consente di alleggerire le liste di attesa e di dare quindi risposte più rapide alle richieste di accertamenti diagnostici e di interventi chirurgici.
D’altronde negli ultimi anni si è accentuata la tendenza in radiologia a dedicarsi soprattutto agli interni, ai ricoverati, per cui per soddisfare la domanda degli esterni si è ricorso in modo massiccio ai centri esterni.
Nel corso degli anni il valore delle convenzioni ha oscillato: nel 2012 per esempio c’è stata una contrazione del 4% rispetto all’anno prececente, anche se poi pochi giorni fa la Regione ha effettuato un ulteriore stanziamento di 400mila euro, già ripartito dall’Asl 2 (e di cui abbiamo parlato nell’edizione di martedì).
Al di là di quest’ultima integrazione, cerchiamo di capire quanto incamerano i centri privati accreditati.
Barbantini. La casa di cura di via del Calcio riceve 2 milioni e 457mila euro per i residenti nell’Asl 2. Il 20% di questa cifra è utilizzato per i ricoveri, l’80% per l’attività ambulatoriale, Tac, ecografie, risonanze soprattutto.
La stessa Barbantini riceve inoltre 3,1 milioni per i cittadini toscani: in questo caso si ribalta la percentuale fra ricoveri e prestazioni ambulatoriali: la prima quota è del 65%, la seconda del 35%.
S. Zita. Il budget per i residenti nell’Asl 2 è leggermente inferiore rispetto alla Barbantini, attestandosi sui 2 milioni e 234mila euro. Il 60% è destinato ai ricoveri, il 40% alle prestazioni ambulatoriali.
Per quanto riguarda i cittadini toscani, S. Zita percepisce 1 milione e 26mila euro, somma quasi esclusivamente impiegata per i ricoveri: l’87% contro il 13% delle attività ambulatoriali.
Check up. Il centro medico all’Arancio incassa una quota a esclusivo servizio dei residenti nel territorio dell’Asl 2: 556.800 euro completamente destinati alle attività ambulatoriali, dato che il centro non è una clinica e non dispone di posti letto.
Martini. L’istituto radiologico Martini si vede assegnare 486.944 euro per prestazioni ambulatoriali destinate ai cittadini lucchesi.
Piccolo il contributo, poco meno di 21mila euro, per i cittadini toscani.
Ville di Nozzano. La casa di cura incamera 486.819 euro destinate ai ricoveri di cittadini toscani non residenti nel territorio dell’Asl 2.
Altre strutture. Ci sono poi altre strutture minori che ricevono nel 2012 complessivamente 217.027 euro, pressochè totalmente destinate (98%) alle attività ambulatoriali.
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