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Pendolari, disagi e maggiori spese

Pendolari, disagi e maggiori spese

Il taglio delle stazioni è un incubo per molti: «Saremo costretti a usare l’auto»

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CAPANNORI. Sindaci, sindacati, consiglieri regionali e soprattutto i pendolari.

Si amplia il fronte del no alla chiusura delle stazioni nella provincia di Lucca, tre sul territorio della Piana (Tassignano-Capannori, Porcari e Montecarlo-S. Salvatore) e gli scali ferroviari di Nozzano-Montuolo e Massarosa.

Storie personali di pendolari colpiti direttamente dall'annunciato taglio delle stazioni che se la delibera non sarà rivista o ritirata, come hanno chiesto Pd e Verdi, non potranno più prendere il treno nella frazione dove abitano.

Per molti pendolari si prevedono forti disagi.

A Tassignano secondo le statistiche della Regione l'utenza media è di 68 passeggeri al giorno. Anche se, come ha fatto notare il sindaco Del Ghingaro, i flussi andrebbero aggiornati dopo l'apertura del polo culturale di Artemisia. Storie come quella di Andrea Giorgi, uno studente universitario residente a Capannori centro. «Se chiudono la stazione per rggiungere Pisa dovrò andare a Lucca e oltre al disagio fisico c'è quello economico, con la spesa in più per l'auto, la benzina e il parcheggio. Non si può giustificare la cancellazione solo con fredde percentuali e i tagli del governo quando in ballo c'è un servizio pubblico così importante. Spero che la protesta del sindaco Del Ghingaro porti la Regione a fare un passo indietro».

«Chiudere le stazioni, anche se piccole, significa non raggiungere più il proprio posto di lavoro – dice Luca Barghigiani di Tassignano - e non tutte le famiglie possono permettersi una seconda auto per arrivare alla stazione vicina.».

Anche a Porcari, dove secondo le stime della Regione usano il treno 98 persone ogni giorno, è lievitata la protesta. Oltre 600 firme raccolte in due giorni. «Io non ho l'auto e come me molti altri studenti e lavoratori avranno un disagio enorme dalla chiusura della stazione – dice Eleonora, una studentessa – e poi nella stazione del mio paese sono stati investiti molti fondi per migliorarla e costruire pensiline e rampe per bici e pedoni. A quale scopo se sarà chiusa?».

Alcuni pendolari propongono in alternativa alla soppressione delle stazioni almeno di mantenere le corse nelle ore di punte, alle 7 e alle 8 e al ritorno alle 18 e alle 19.

Ma ci sono anche posizioni diverse. C'è chi applaude alla decisione dell'assessore Ceccobao, pur con alcune questioni in sospeso. Il Comitato Pendolari è favorevole alla velocizzazione della linea, due treni veloci in andata e due al ritorno per andare a e da Firenze in 1 ora e 8 minuti. Auspica però che sia risolto «il problema del raddoppio di binario della Lucca-Pistoia e resta aperta la discussione sugli aumenti degli abbonamenti (+20 per cento) e l’ottimizzazione del collegamento su gomma». La Federazione della Sinistra contesta «le modalità con le quali sono state effettuate le rilevazioni sull’utilizzo delle stazioni e delle corse, dati forniti da Trenitalia e non dalla Regione che dovrebbe essere il controllore del servizio».

Nicola Nucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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