Sicurezza
Deficit di 1,8 milioni e la ditta Gitor srl chiede il concordato
L’azienda leader della Garfagnana negli articoli in pelle versa in uno stato di crisi per la contrazione del mercato
MINUCCIANO. Un’azienda leader nel mercato del commercio degli articoli in pelle e della pelletteria costretta a chiedere al tribunale fallimentare l’ammissione al concordato preventivo per l’inarrestabile crisi del settore. Succede alla Gitor srl con sede in via del Molino a Gorfigliano che sino ad alcuni anni fa ha avuto una crescente espansione arrivando sino ad occupare oltre 30 dipendenti con una rete di vendita estesa su tutto il territorio nazionale. Ma dal settembre 2011 la domanda ha subito una rilevante contrazione, anche in dipendenza del generale aumento dell’economia, tanto che la Gitor srl presieduta da Roberto Pesci è stata costretta a ridurre drasticamente gli acquisti, le lavorazioni e le vendite.
Situazione patrimoniale. Ad oggi la situazione patrimoniale provvisoria parla da sola. A fronte di un attivo di 835mila euro il passivo ammonta a 2,6 milioni con un deficit contabile di 1,8 milioni.
A causa della carenza di ordini, per la prima volta nella storia dell’azienda che nasce il primo marzo 1997, l’anno scorso la Gitor ha prodotto non su commesse, ma in base alle previsioni di vendita con conseguente immagazzinamento del prodotto finito. L’unico modo per superare l’impasse è quello legato alla ristrutturazione dei debiti. E in questi mesi l’azienda ha avviato le procedure per determinare con esattezza l’ammontare delle poste attive e passive proseguendo le trattative con importanti fornitori ed istituti di credito per verificare se, nonostante l’impossibilità di sanare la pregressa esposizione debitoria, sussistano i margini per ristrutturare l’azienda, proseguire l’attività e salvaguardare posti di lavoro.
Debiti con le banche. Il principale creditore è la Banca di Credito Cooperativo di Versilia e della Lunigiana destinata a giocare un ruolo fondamentale nella conservazione della Gitor. Trattative sono in corso con la banca attraverso l’ausilio dell’esperto tecnico nominato dall’azienda di Gorfigliano, il commercialista Davide Marchi. Altri creditori invece hanno minacciato a più riprese di avviare procedure esecutive che, se portate a termine, rischiano di depauperare in misura significativa le poste attive mettendo a serio rischio la fattibilità della proposta concordataria (ma con la nuova normativa la richiesta di concordato blocca automaticamente le procedure esecutive). Tempi tecnici. Entro 60-90 giorni i professionisti depositeranno in cancelleria la relazione che poi sarà vagliata dal tribunale per l’okay al concordato.
(l.t.)
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