Italia
Precari in rivolta contro le 24 ore
Aumentare l’orario dei docenti di ruolo li spazzerebbe via. Presto lo sciopero
LUCCA. Altro che “contributo di solidarietà” le sei ore settimanali in più per i docenti annunciate dal ministro Francesco Profumo. «Di solidarietà hanno bisogno le migliaia di precari, come me, che nel caso in cui il disegno del ministro diventi legge si troveranno senza lavoro, gettati, da un momento all’altro, nella disperazione più nera grazie a questo geniale provvedimento. Perché ci sono persone che del precariato si sono fatti una ragione e nonostante l’incertezza hanno provato a costruirsi un futuro. Il debito di solidarietà è verso di loro», si sfoga Luigi Del Prete, insegnante di scienze e matematica di Lucca, sulla pagina Facebook del Tirreno.
Infatti, la mobilitazione contro la proposta del ministro, anche tra le scuole del nostro territorio è già partita. Ci si organizza per partecipare numerosi alla manifestazione nazionale già indetta per il 24 novembre.
«Proposte come queste - dice Giovanni Pensabene della Cgil scuola - sono un toccasana per la scuola, perché riescono di colpo ad aggregare tutti i sindacati. Il rapporto è di un precario ogni tre insegnanti di ruolo: con un provvedimento come quello ipotizzato dal ministro Profumo, i precari verrebbero spazzati via».
Non piace nemmeno al segretario della Cisl scuola Giovanni Vannucci l’eventualità di allungare l’orario settimanale dei docenti da 18 a 24 ore, per coprire necessità di supplenze all’interno dello stesso istituto. E per un motivo basilare: perché le 18 ore settimanali sono previste dal contratto nazionale della categoria. Nel caso in cui si andasse a 24, «occorrerebbe cambiare il contratto, sono operazione che non si possono fare dall’oggi al domani. Un’operazione simile abbasserebbe la qualità di formazione e istruzione». E lo stesso appunto muove il dirigente del Machiavelli Vittorio Barsotti: «Non si possono cambiare i contratti all’improvviso». (b.a.)
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