Il dolore
Esami e operazioni in tempi più rapidi
L’Asl eroga altri 400mila euro alle strutture private convenzionate per ridurre le liste di attesa di alcune prestazioni
LUCCA. Quattrocentomila euro per i centri privati accreditati. E’ il fondo aggiuntivo che la Regione Toscana ha erogato all’Asl 2 di Lucca per abbattere le liste di attesa per alcune prestazioni di cui c’è forte richiesta.
Una cifra che sarà ripartita fra le strutture che hanno convenzioni con l’Asl 2: le case di cura Barbantini e S. Zita e i centri Martini e Check up, oltre alle Ville di Nozzano, che però non è coinvolta da questo provvedimento.
I 400mila euro sono suddivisi in due ambiti: per prestazioni ambulatoriali e per ricoveri per interventi di protesi all’anca e al ginocchio.
«Per ripartire questa cifra - dice il direttore amministrativo dell’Asl 2 Alessia Macchia - abbiamo utilizzato un metodi diverso rispetto al passato. Il budget è stato assegnato sulle base delle convenzioni in essere, prorogate fino al 31 dicembre. Dopo questa data dovrebbe essere fatta una gara a livello di Area Vasta per arrivare a contrattualizzare le strutture private accreditate».
Complessivamente, solo per le prestazioni rivolte ai residenti, ai privati va una cifra fra i 5 e i 6 milioni di euro l’anno. «Nell’ambito della nostra Area Vasta - spiega la dottoressa Macchia - le strutture private lucchesi sono quelle che pesano di più, consiuderando l’attività svolta per i residenti e per i pazienti che arrivano da altre regioni».
Le attività ambulatoriali. Il finanziamento aggiuntivo è di 210mila euro. Ecco a cosa saranno destinate. Ventimila euro finiscono nelle casse della clinica S. Zita per effettuare 400 ecocolordopplergrafie cardiache: attualmente sono 1013 gli utenti in attesa e il tempo medio è di 72 giorni.
La stessa clinica riceverà altri 5mila euro per 100 ecg da sforzo (259 utenti in attesa, tempo medio 66 giorni).
Centomila euro saranno equamente divise fra Martini e Check up per assicurarsi 2200 ecografie e ecocolordoppler: sono 6403 gli utenti in attesa di questi esami per i quali si aspetta da 14 a 20 giorni.
Il Check up incasserà altri 10mila euro per effettuare 70 tac con mezzo di contrasto: 351 i pazienti in attesa, tempi medi da 7 a 67 giorni.
Per le radiografie tradizionali 20mila euro al Martini e 10mila euro al Check up che dovranno garantire rispettivamente 800 e 400 prestazioni: oggi gli utenti in attesa sono 1926.
Alla casa di cura Barbantini vanno complessivamente 45mila euro così suddivisi: 35mila servono per effettuare 150 risonanze all’encefalo con mezzo di contrasto (esame che vede in attesa 321 utenti, tempo medio 129 giorni); 10mila servono per effettuare 50 risonanze alla colonna con mezzo di contrasto (98 pazienti in attesa, 126 giorni il tempo medio).
Le attività di ricovero. A disposizione ci sono 190mila euro, che si spartiscono Barbantini e S. Zita.
La prima riceverà complessivamente 85mila euro: 47mila sono destinate a 5 ricoveri per interventi di artroprotesi al ginocchio (97 utenti in attesa, tempi fra 122 e 130 giorni); 38mila vanno per 4 ricoveri per interventi di artroprotesi all’anca (56 utenti in attesa, tempi fra 77 e 120 giorni).
Alla casa di cura S. Zita vanno invece 105mila euro: 47mila per 5 ricoveri per interventi di artroprotesi al ginocchio e 58mila per interventi di artroprotesi all’anca.
Gli obiettivi. Con questa operazione Regione e Asl tendono anzitutto a ridurre le liste e i tempi di attesa per prestazioni ambulatoriali e per interventi chirurgici.
Ma ci sono anche altri motivi a supportare la decisione di ricorrere a questo ulteriore finanziamento: dal miglioramento della sinergia tra pubblico e privato accreditato all’incremento del tasso di copertura della domanda dei residenti, alla riduzione della mobilità passiva.
I criteri di ripartizione. Per quanto riguarda la ripartizione dei fondi l’Asl ha tenuto conto di una serie di criteri. L’utilizzo delle risorse aggiuntive serve per migliorare il soddisfacimento della domanda dei residenti; quindi si sono tenuti in considerazione i tempi di attesa elevati per interventi chirurgici e per prestazioni ambulatoriali ad elevato impatto e si è data preminenza alle branche specialistiche con elevata mobilità passiva. E si è valutato anche il numero di cittadini residenti in lista di attesa e il livello dicomplessità della struttura privata accreditata.
Tutta una serie di parametri che ha quindi portato la direzione generale dell’Asl 2 a individuare il tipo e il numero di prestazioni da assegnare ai centri convenzionati.
A completamento dell’iter nei locali dell’Asl a Monte San Quirico si è svolta una riunione in cui è stata approvata la proposta di ripartizione sulla quale hanno ovviamente concordato anche i quattro centri privati.
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