Il Tirreno

Lucca

Dal “Discorso del re” alla politica che delude

di Rossella Lucchesi
Dal “Discorso del re” alla politica che delude

Il regista e attore al Giglio in prima nazionale con la storia del duca di York «Viviamo in un mondo freddo e calcolatore pieno di personaggi inqualificabili»

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LUCCA. Debutto al teatro del Giglio in prima nazionale per “Il discorso del Re” con Luca Barbareschi nel triplice ruolo di attore, regista e traduttore del testo originale. Lo spettacolo, in programma da venerdì 19 a domenica 21 ottobre apre di fatto la stagione di prosa del teatro lucchese che lo stesso Barbareschi, fortemente colpito dalle sue caratteristiche definisce «un prezioso gioiello di architettura con un’acustica raramente presente nei teatri internazionali, anche i più famosi».

La storia, portata alla ribalta dal successo cinematografico del 2011, è quella nota di Albert Frederick Windsor, duca di York, detto Bertie, alias Filippo Dini, uomo atipico, timido e complessato a causa di problemi fisici, ma soprattutto di una balbuzie invalidante. L’ambientazione è nella Londra degli anni Trenta quando, dopo l’abdicazione del fratello maggiore che rinuncia al trono per sposare l’americana Wallis Simpson, Bertie si trova inaspettatamente sul trono e per lui scoppia il panico date le sue difficoltà nell’esprimersi.

L’intervento del logopedista australiano Lionel Logue (Luca Barbareschi), teraspeuta dai metodi anticonformisti, ma con grandi capacità comunicative, riuscirà a fargli superare timori e insicurezze.

Una commedia umana e ironica, commovente e malinconica al tempo stesso, in perfetto equilibrio tra leggerezza e drammaticità, capace di suscitare quell’empatia che sorge dalla condivisione delle difficoltà umane, parlando alla mente e al cuore.

È un fiume in piena Luca Barbareschi quando parla del suo ultimo lavoro teatrale dopo aver definitivamente abbandonato la scena politica che lo ha coinvolto per alcune stagioni. E che sembra averlo deluso parecchio in quanto, spiega con una nota di amarezza «è un mondo freddo e calcolatore dove pullulano personaggi spesso inqualificabili, ma anche soggetti che non comprendono le potenzialità di un Paese che dovrebbe concentrare la massima attenzione su turismo e cultura, un patrimonio nazionale unico che rischia di pagare il prezzo più alto della crisi economica, penalizzando ciò che più vi è di prezioso per l’umanità. Distruggere la cultura significa distruggere la società e i nostri politici sembrano non rendersene conto».

Sofferto il parto di questo spettacolo, realizzato con scarse sovvenzioni per un budget di 260mila euro, contenendo costi e cachet degli attori e costruito con abili giochi di quinte e scenografie e con filmati originali di dichiarazioni di guerra degli allora potenti della Terra. Nel suo intervento Barbareschi lancia una freccia velenosa anche verso i moderni social network che con metodi truffaldini riescono a inserirsi nella vita delle persone, privandole della loro intimità.

Il debutto sarà anticipato da un incontro col pubblico in programma stasera alle 19.30 all’interno del teatro alla presenza del cast al completo.

Da quest’anno, inoltre, per rendere omaggio a Elena Zareschi, nota attrice teatrale lucchese scomparsa da qualche anno, il presidente del teatro del Giglio Paolo Scacchiotti ha deciso di utilizzare il fondo Zareschi, mettendo in mostra già da adesso nel foyer del teatro alcuni importanti cimeli che ricordano la carriera teatrale dell’attrice.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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