Il Tirreno

Lucca

Crepe e buche, strade da incubo

Barbara Antoni
Crepe e buche, strade da incubo

Una lettrice incinta: «In gravidanza, vivo con l’incubo di viaggiare in auto, l’asfalto è sconnesso»

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LUCCA. Nove mesi di gravidanza con l’incubo delle strade sconnesse. Una tortura le scosse e i sobbalzi continui a cui si è esposti viaggiando in auto. Tanto da temere di perdere il bambino o addirittura di partorire in auto. Un’esperienza che una nostra lettrice - Chiara Grida, 26 anni, di San Pietro a Vico - racconta con sofferenza e preoccupazione. La sua, oggi, è una gravidanza inoltrata, il bimbo nascerà a giorni. «Finché non sono rimasta incinta - racconta la giovane in procinto di diventare madre - non mi sono resa conto di quanto buche e avvallamenti del fondo stradale possano rappresentare un dolore e un rischio vero».

E infatti i dolori e l’angoscia di Chiara si comprendono bene percorrendo in auto le strade della città. Il fondo stradale è per la maggioranza rovinato: avvallamenti dovuti all’asfalto ceduto, in molti casi crepe, tanti dislivelli causati da lavori alle condutture dell’acqua o del gas a seguito dei quali l’asfalto è stato ripristinato senza rispettare il livello del manto intorno. E tombini, tansissimi, anche nel centro della carreggiata, che sono le cause più frequenti dei salti, anche se si è alla guida.

Un viaggio sul perimetro della circonvallazione e sulle strade dei quartieri dell’immediata periferia - Sant’Anna e San Concordio - dà la misura dello stato di degrado in cui versano le strade.

Uscendo da porta Elisa, ecco il primo incontro col manto stradale sconnesso, con le crepe che segnano il centro della carreggiata e che proseguono, tenendo la destra, lungo il viale Pacini.

Invertiamo la marcia: sempre sulla circonvallazione, ma in direzione del Brennero: anche qui la carreggiata è sconnessa nella parte centrale, l’asfalto in quei punti ha ceduto e in più occasioni le scosse sono dovute ai solchi non livellati originati dai lavori agli impianti sotto il fondo stradale. Davanti all’Iti Carrara lo stato del fondo stradale è ancora più pregiudicato.

Ancora avanti, lungo la via delle Tagliate ancora tratti di asfalto sconnesso. Entriamo nel quartiere di Sant’Anna, imbocchiamo via Pisana: non solo il fondo stradale in alcuni tratti è quasi sbriciolato. Vicino all’intersezione con via Ferri, le strisce pedonali sono semicancellate.

Un quadro molto critico dell’asfalto anche per quanto riguarda la via Catalani, in particolare nelle vicinanze della rotonda che vede sulla parte opposta la sede della polizia stradale. Anche qui crepe frequenti, asfalto avvallato, tombini che tradiscono lavori più o meno recenti ma nessuno si è preoccupato di ripristinare il manto stradale allo stesso livello di quello della strada.

Viale Luporini non è da meno. Anche qui l’asfalto sarebbe tutto tranquillamente da rifare, costellato com’è di crepe e dislivelli per via di lavori che si sono avvincendati nel corso degli anni. A tratti, si incontrano anche forti avvallamenti laterali della strada, che con la pioggia si trasformano in poche manciate di minuti in un lago: nell’attraversarlo con l’auto, produce un effetto onda dell’acqua che vi è caduta.

Zona San Concordio: decine di tombini fanno sobbalzare l’auto a passaggio. Via Vitricaia è in condizioni particolarmente critiche, con l’asfalto tutto crepato.

Non fanno eccezione anche altre zone sulla circonvallazione, come quella in prossimità dell’Isi Pertini, un imbuto dove ogni giorno transitano migliaia di mezzi: l’asfalto è ko, e ieri con la pioggia la pericolosità aumenta per gli enormi accumuli di acqua ai lati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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