Italia
Strade, le dediche mancate
Non avremo via Giovanni Martinelli (ex sindaco) ma neppure quella dedicata allo scrittore Tobino
LUCCA. «L'Amministrazione ha avviato le procedure per la nomina della nuova Commissione Viari e inoltre, anche avendo riguardo alla particolare importanza di questa attività per la collettività, intende stabilire i criteri da adottarsi per le intitolazioni; si ritiene, pertanto, opportuno revocare le intitolazioni deliberate e non ancora attuate per poter consentire il loro riesame sulla base dei nuovi criteri».
E’ il succo della delibera che la giunta Tambellini ha approvato l’11 settembre e che cancella l’intitolazione di strade a personaggi molto legati a Lucca. Rsta solo via degli Alpini.
E allora - in attesa delle decisioni in merito della nuova commissione viari - non avremo una strada col nome del dottor Giovanni Martinelli, grande medico e amato sindaco democristiano, che tra i tanti meriti ebbe quello di valorizzare appieno le Mura.
Niente via dedicata neppure a Carlo Lodovico Ragghianti, lo storico dell’arte di reputazione mondiale morto nel 1987 che amava Lucca sopra ogni altra cosa. Niente da fare neppure per Mario Tobino, lo psichiatra e scrittore, e per Leboino da Lucca, l’estensore della leggenda del Volto Santo. Revoca dell’intitolazione anche per Felice Del Beccaro, critico letterario, per il volontario Roberto Angelo Conoscenti, morto nel 1980 mentre con l’ambulanza si precipitava a portare aiuto a persone ferite. Non c’è più traccia nemmeno dell’intitolazione per Gino Baldassari, primo sindaco di Lucca (nominato dal Cnl) dopo la Liberazione né di quella che era stata scelta per Silvana Sciortino, che si era distinta per l’attività sociale e politica. Cancellata la dedica al professor Mansueto Lombardi Lotti, scrittore mancato nel 1990. Idem per Franco Fanucchi, che di Lucca fu sindaco per due mandati. L’elenco è lungo e comprende anche personaggi non della città. Come l’ex presidente della Repubblica Giuseppe Saragat o Enrico Berlinguer che fu segretario del Pci. Amareggiato dalla scelta l’ex assessore Elio Cappellini, che faceva parte della commissione che aveva lavorato «in piena armonia» per diverso tempo. A suo avviso la delibera calpesta il ricordo di «persone che hanno fatto della propria vita un esempio, tanto da meritarsi che una città li ricordi per sempre. Io credo che sia stata per leggerezza, inesperienza e scarsa "cultura amministrativa", ma questa leggerezza ha calpestato il ricordo e le sensibilità di parecchie persone oltre che offendere la storia e la cultura lucchese. La commissione viari uscente aveva fatto un lavoro egregio, portando in fondo un lavoro iniziato nei primi anni Ottanta, riprendendo le richieste avanzate dai cittadini, senza contare gli incontri con le associazioni e lo studio approfondito di tutto il lavoro fatto: per ogni intitolazione c'era la motivazione». (d.c.)
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