Sicurezza
Fa il bullo uno studente su quattro
L’indagine della Provincia negli istituti funziona da deterrente al fenomeno: alla fine calano i numeri di autori e vittime
LUCCA. Il 24% degli studenti presi in esame è stata almeno una volta vittima del bullismo negli ultimi due mesi e il 7% ne fa abitualmente le spese. Il 26% degli alunni presi a campione ha assunto atteggiamenti da bullo nei due mesi precedenti al questionario, da sommare al 9% che si comporta regolarmente in questo modo.
Sono i risultati emersi da una prima indagine in seno al progetto di ricerca-intervento "Noncadiamointrappola: sostegno e collaborazione tra pari nel mondo reale e online" nell'anno scolastico 2011 -2012: un progetto che, lo evidenziano i dati, già di per sé è servito a debellare per una parte il fenomeno. Non a caso era stato promosso non solo con l'intento di analizzare il bullismo in alcune scuole delle province di Lucca e Firenze, ma anche per elaborare un percorso innovativo di intervento e agire sia nel contesto reale che virtuale.
Del resto, con l'avvento dei nuovi mezzi di comunicazione, come i social network, il problema si è esteso e le conseguenze si sono fatte devastanti. Si tratta, in questi casi, del "cyberbullismo", un'azione aggressiva intenzionale ai danni di un proprio pari e perpetrata attraverso i dispositivi elettronici e le cui conseguenze non sono diverse dalla violenza reale.
Secondo lo studio condotto, il 17% degli studenti presi in esame è stato almeno una volta o due vittima del cyberbullismo nei due mesi precedenti al questionario, mentre il 3% ha dichiarato di esserlo abitualmente. Di contro, gli autori risultano essere per il 2% dei ragazzi, mentre il 14% si è comportato da bullo almeno una o due volte nell'arco dei due mesi.
Gli studi sono stati svolti su un totale di 690 ragazzi, di età compresa fra i 13 e i 19 anni, di cui il 54% maschi e provenienti da scuole secondarie di secondo grado della province di Lucca e Firenze. In particolare, hanno aderito sul territorio lucchese le sei classi della scuola Chino Chini di Lido di Camaiore; l'Isi Civitali con tre prime classi; l'Iti - liceo scientifico Galilei di Viareggio con 9 classi e l'Isi Sandro Pertini di Lucca con quattro prime.
Secondo i dati forniti dal comitato scientifico, il progetto "Noncadiamointrappola" avrebbe però dato i suoi frutti. Sostanziali sarebbero le modifiche, rispetto alla situazione iniziale, registrate nel periodo successivo al programma con una netta diminuzione del fenomeno nelle scuole prese in esame. Dopo l'intervento le vittime del bullismo, secondo i dati, si sono infatti ridotte dal 31% al 17% con un dimezzamento dei casi lievi al 12%. Trasformato anche il numero dei bulli che hanno commesso atti gravi, dal 9% al 4%, facendo registrare, in totale, un calo del 10% degli atti di bullismo: i non bulli sono passati dal 65% al 75%. Lo stesso è avvenuto in internet. Le vittime sono diminuite dal 20% al 10%, mentre gli autori, in generale, dal 16% al 9%, con un dimezzamento dei casi più gravi dal 2% all'1%. L'azione di contrasto sembra essere andata a buon fine, anche grazie all'istituzione di peer-educator, ragazzi non coinvolti direttamente che costituiscono la "maggioranza silenziosa" e che possono incidere sul fenomeno interrompendo i comportamenti negativi. «Questo - scrive il comitato che ha seguito il progetto - significa promuovere un atteggiamento di responsabilizzazione dei giovani volti a ridurre il sostegno di cui gode il prepotente e a creare modelli di convivenza positiva in classe».
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