Finanza
Ctt, esuberi possibili dopo la gara
La Regione ha già disposto le risorse. A Lucca sarà collocata la sede tecnica della nuova società del trasporto urbano
LUCCA. A Lucca la direzione tecnica e le manutenzioni, a Livorno la sede della movimentazione, a Pisa la sede amministrativa. Questa la geografia che contraddistinguerà l’organizzazione del Ctt nord, la società dei trasporti costituita in previsione della gara regionale per il trasporto pubblico in cui è confluito Clap, insieme alle aziende Atl di Livorno, Cpt di Lucca e di cui sono soci anche Lazzi (Firenze) e Cap (Prato).
La riorganizzazione ha appena preso il via e si completerà nell’arco di mesi. Gli aspetti da rivedere saranno tanti, in particolare quelli dei costi e del personale. Le retribuzioni saranno livellate, i contratti integrativi in essere nelle singole aziende saranno depennati e - auspicabilmente - sostituiti da integrativi validi per tutti e 1400 i dipendenti del Ctt. E in previsione di possibili esuberi, la Regione ha già previsto risorse aggiuntive per gli ammortizzatori sociali. Tutte condizioni nero su bianco, riportate nel documento che contiene le linee di indirizzo del piano industriale della società Ctt nord.
Alfredo De Girolamo, presidente di Clap (350 dipendenti), non è preoccupato dagli scenari che si prospettano. Perché, lo dice chiaramente, «l’azienda lucchese, grazie al suo input forte sul settore della gestione tecnica e meccanica dei mezzi, può contare su un valore. Stiamo concludendo con i sindacati le consultazioni aziendali obbligatorie. E nei prossimi mesi sarà definita la ripartizione dei ruoli delle tre aziende, tenendo conto delle loro singole specificità e specializzazioni. Non saranno prese decisioni unilaterali e cercheremo di valorizzare tutti i dipendenti. Clap si presenta bene anche per quanto riguarda il costo del personale, più basso delle altre aziende».
Alla domanda sulla possibilità degli esuberi riportata anche dal piano industriale, De Girolamo spiega che «in questo caso la discussione partirà dopo la gara regionale, quando si conosceranno i dati certi su chilometri e risorse. Intanto la Regione ha predisposto risorse aggiuntive per gli ammortizzatori sociali. Se saranno necessarie si vedrà dopo la gara».
Intanto i sindacati marcano stretto l’evolversi della trattativa. Giampaolo Mati, segretario provinciale Cgil, non fa mistero che il trasporto pubblico stia attraversando una fase delicata e il compito del sindacato, dice, è quello di tutelare sia il mantenimento del servizio pubblico che il lavoro dei dipendenti dell’azienda che lo effettua. E non lo spaventa l’indirizzo sul livellamento delle retribuzioni, perchè «i dipendenti di Clap - dice Mati - sono fra quelli che guadagnano meno e semmai dal livellamento avranno solo vantaggi».
Ma i cambiamenti che si prospettano nella nuova organizzazione del trasporto pubblico sono tanti ed è difficile immaginare che la riorganizzazione sarà completamente indolore dal punto di vista occupazionale. «Finora ogni azienda confluita in Ctt nord - sottolinea Mati - ha avuto un suo ufficio paghe, una struttura amministrativa, un consiglio di amministrazione. Tutte queste strutture si ridurranno a una. Come del resto saranno diverse le modalità di gestione di parco mezzi e acquisti».
Da parte sua, De Girolamo esclude che gli uffici amministrativi saranno cancellati dalla sede lucchese dell’azienda del trasporto pubblico. «Un presidio amministrativo a Lucca rimarrà - afferma -, ma la riorganizzazione sarà anche un’occasione, per chi vorrà tra gli addetti all’amministrazione, per mettersi in gioco. Ci saranno spazi per crescere professionalmente, non a Lucca ma magari nelle altre due sedi. Il consiglio di amministrazione invece sarà unico, come il collegio sindacale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
