Sicurezza
Calabresi e Milite, lezione di vita
Ad Artemisia successo della serata con il giornalista e l’artista
LUCCA. Un incontro a tratti commovente. A tratti divertente. Sempre coinvolgente.
Davvero una bella serata ad Artemisia, il polo culturale che il comune di Capannori ha aperto a Tassignano, con il direttore de “La Stampa” Mario Calabresi e il pittore e poeta Tonino Milite (lucchese doc). Sono stati introdotti dal sindaco Giorgio Del Ghingaro, che ha consegnato a Milite una targa come riconoscimento per aver promosso con le sue opere la cultura del territorio in molti Paesi, e da Gina Truglio della libreria Ubik di via Fillungo. Calabresi e Milite, l’eclettico artista che ha cresciuto il giornalista, hanno parlato del rapporto tra padre e figli, della famiglia, del gioco, dell’impegno nella vita di tutti i giorni. Calabresi (simpatico e alla mano: complimenti) ha raccontato dello “choc” provocato dall’arrivo a casa sua a Milano di Milite, artista capellone, comunista e anticonformista piombato in un ambiente borghese colpito dal lutto per l’omicidio, a opera dei terroristi, del commissario Luigi. Milite in un batter d’occhio seppe conquistare dapprima la fiducia e poi l’amore profondo dei tre bimbi orfani di papà: Mario, Paolo e Luigi. Il pubblico ha assistito a un racconto a due voci, con il contributo dello scrittore Marco Pedonesi, che ha ripercorso anche alcuni appassionati tratti del libro di Calabresi, “Spingendo la notte più in là”, e che ha saputo far emergere quanto la leggerezza non sia sinonimo di superficialità, bensì un’opportunità per trovare punti d’incontro con i propri figli.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
