Il Tirreno

Lucca

Indagine interna all’Asl sul decesso di una paziente

La richiesta dei familiari arriva nel giorno dei funerali di Giovanna Rugani «Colpita da ictus dopo un intervento di cui ignoravamo le difficoltà e la gravità»

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LUCCA. Attraverso il suo legale chiede un’immediata indagine interna all’Asl sul decesso della madre e un colloquio con il medico curante. Riservandosi di depositare a giorni un esposto in procura che accerti come realmente sono andati i fatti e le eventuali responsabilità della morte di Giovanna Rugani, 74 anni, casalinga. Una richiesta che arriva proprio nel giorno dei funerali della donna fissati stamani alle 10,30 nella chiesa di S. Alessio. Vuole verità giustizia Marco Pietro Romanini, arredatore, residente in piazza S. Francesco, straziato dal dolore per la scomparsa della mamma. Con il papà Piero, pensionato, conosciutissimo in città per aver lavorato per i fratelli Del Cima, ha nominato l’avvocato Stefano Sani e ha avuto un consulto con il medico legale Gilberto Martinelli.

Dolore e incredulità. Una storia che necessita di approfondimenti e su cui Romanini vuol fare chiarezza: «Mia madre aveva qualche problema di salute: vasculopatia, diabete, ipertensione. A fine luglio si erano presentati problemi intestinali. Il medico curante, dopo averla visitata, aveva prescritto una colonscopia. Per lui non c’erano gravi problemi aveva parlato di diverticolite».

Invece il responso è ben diverso: Cr-sigma inferiore, carcinoma all’intestino. «Non sono un medico e quelle parole per me non avevano un significato particolare». Ed ecco sorgere due problemi: il medico curante che, stando a Romanini, non rivela la reale gravità della situazione. Non pronuncia la parola tumore. E in ospedale, dopo la visita effettuata il 6 agosto, i medico chirurgo decide di operare il 31. «Ma la massima urgenza non deve superare i 15 giorni mentre in questo caso sino arrivati a 24» prosegue l’arredatore. Il 20 agosto viene fatta la pre-ospedalizzazione: «Ci fanno firmare delle liberatorie, ma nessuno ci dice che l’intervento è ad alto rischio. L’operazione non va bene. Mia madre finisce in rianimazione e si sveglia sei ore dopo con un ictus che gli provoca la semiparesi sinistra. Altri 9 giorni di degenza in rianimazione, 7-8 in chirurgia. Poi riabilitazione a Marlia prima e Barga poi». Ma dopo una settimana di cure riabilitative la donna viene colpita da un nuovo ictus: «Entra in coma e non si sveglia più sino al decesso avvenuto mercoledì notte. Abbiamo saputo che l’intervento chirurgico era per asportare il tumore soltanto quando abbiamo avuto la cartella clinica e ad oggi non abbiamo ancora il risultato della biopsia. Il medico curante? Abbiamo chiesto spiegazioni e lui ha tagliato corto dicendo che aveva preferito non dirci la verità ritenendo che non fosse idoneo farlo. Siamo senza parole».

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