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Lucca

Ferito alla testa da un portacenere

Ferito alla testa da un portacenere

Finisce al pronto soccorso un barista aggredito da un immigrato colto da raptus

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ALTOPASCIO. Si trovava in piedi sulla porta del suo bar quando un immigrato di 30 anni in preda a un raptus si è avvicinato e - inveendo contro l’Italia e gli italiani - ha afferrato un portacenere in ceramica sistemato sul tavolino fuori dal locale e l’ha colpito in testa mandandolo in frantumi. Una botta terribile, con il sangue che esce in maniera copiosa, che ha costretto il titolare del bar in via Bientina ad Altopascio, Arcangelo Tocchini, 67 anni, residente in località Tocchini, a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Trauma cranico e trauma distrattivo cervicale con prognosi di 21 giorni. Oltre a un comprensibile stato di choc. Ma l’auto del folle gesto pochi minuti dopo è stato catturato dalla polizia municipale di Altopascio. Un breve inseguimento e il vice comandante Italo Pellegrini assieme all’agente Fabrizio Michelotti hanno bloccato e arrestato Abdelhakim Debdoubi, 30 anni, marocchino, senza fissa dimora. Ieri mattina il giudice Letizia Di Grazia ha convalidato l’arresto disponendo i domiciliari per l’immigrato.

Il preludio. Che l’extracomunitario fosse agitato lo dimostra anche il suo comportamento tenuto poco prima in via Gavinana vicino a un bar. Aveva tentato di rubare dei capi di abbigliamento a una donna in gravidanza che le teneva in mano. L’ha spinta rischiando di farla cadere e poi si è allontanato inseguito dal fratello e da altre persone. Sul posto erano andati i vigili urbani di Altopascio che avevano subito individuato il responsabile portandolo al comando per l’identificazione. Appena rilasciato e attraversata la strada l’immigrato si è avvicinato al bar Crazy Horse. E lì ha iniziato ad inveire e imprecare. Insultando il popolo italiano e il nostro Paese.

L’aggressione. Erano le 20,15 di giovedì quando Debdoubi colpiva con il posacenere il titolare del bar che, per sua sfortuna, si trovava in piedi sulla porta d’ingresso del bar. L’oggetto di ceramica usato come corpo contundente e praticamente infranto in testa da quel giovane fuori di sé dalla rabbia. Con la testa sanguinante il commerciante ha attraversato la strada e ha avvertito i vigili urbani. Proprio Pellegrini e Michelotti - che l’avevano bloccato poco prima - si trovavano al comando e usciti fuori fermavano l’immigrato, precedenti penali per reati contro il patrimonio, davanti a un tabaccaio in via Bientina.(l.t.)

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