Proteste
Silvio, il ragazzo della via Gluck
Paolinelli, cantante del clan di Celentano, era ristoratore a Valdottavo
BORGO A MOZZANO. Sul palco dell’Ariston, a Sanremo, aveva cantato con Adriano Celentano e gli altri “ragazzi della via Gluck” la indimenticabile “Chi non lavora non fa l’amore”. Era un cantante, anche un compositore: era sua la canzone dei Camaleonti dal titolo “Lei mi darà un bambino”.
Tanta vita, tanta passione, e il meritato successo. Da quando si era ritirato dal mondo dello spettacolo, Silvio Paolinelli era tornato a Valdottavo, il suo paese di origine, con la moglie e i figli, e aveva aperto un ristorante, guarda caso col nome “I ragazzi della via Gluck”. In poco tempo il locale era diventato un crocevia di artisti. Di sicuro, quelli lucchesi lo conoscevano tutti.
Ma Silvio Paolinelli in poco tempo se n’è andato, stroncato da un male incurabile, e a soli 65 anni.
I suoi amici artisti lo piangono. Come dice Francesco Massagli, giovane paroliere di Valdottato, «Silvio se n’è andato in punta di piedi, un artista non sufficientemente conosciuto e apprezzato a Lucca». E ricorda il grande gabbiano in una stampa affissa nel locale, dove sono raffigurati gli artisti lucchesi che “volano” sul ponte del Diavolo.
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