Sicurezza
La città a misura di disabile è lontana
Nel distretto Asl di S. Anna il parcheggio selvaggio blocca l’accesso alla struttura. Allo studio il contrassegno elettronico
LUCCA. Lucca città a misura di disabile? Poco o niente. Sono decine le difficoltà che ogni giorno le persone con un handicap fisica o intellettuale devono affrontare per muoversi all’interno di una città che oltre a essere piena di barriere architettoniche si dimostra anche poco sensibile a questa tematica. L’ultimo caso increscioso si è verificato martedì scorso, nel bel mezzo del nubifragio che ha colpito Lucca. Raffaella Malvone, madre di una bambino di 16 mesi con problemi di disabilità, si è recata al distretto dell’Asl di Sant’Anna dove solitamente accompagna il figlio alle sedute di fisioterapia e logopedia.
E come già le era successo in passato ha trovato i due posti auto destinati ai disabili occupati da altre vetture che non esibivano il permesso. «Non solo – racconta la signora ancora arrabbiata – C’erano macchine del personale parcheggiate in seconda e addirittura in terza fila che impedivano al mio passeggino di arrivare all’ingresso. Così io e mio figlio ci siamo fatti un bel bagno».
Già in passato la signora Malvone ha chiesto spiegazioni per un comportamento ritenuto incivile ai dipendenti, ma vedendo che i risultati erano scarsi ha prima chiamato i carabinieri e poi si è armata di macchina fotografica e ha immortalato il “posteggio selvaggio”. «Abbiamo già fatto una lettera ai nostri dipendenti, fra i quali tra l’altro ci sono due portatori di handicap – fanno sapere dall’Asl – Probabilmente sono loro che occupano legittimamente i posteggi riservati ai disabili. In ogni modo vigileremo per controllare che il corridoio di accesso alla struttura resti sgombro».
Quella occorsa alla signora Malvone e al figlio è – e duole dirlo – l’ordinaria anormalità che sono costrette a vivere le persone affette da una qualche forma di disabilità. «I problemi sono molti e non ci sarebbe neppure il tempo per elencarli tutti – spiega Renzo Canelli membro dell’Aism di Lucca (associazione italianasclerosi multipla) – Lucca è una città piena di palazzi e dimore storiche, ovvio che in questi edifici vi siano numerose barriere. La maggior parte della banche, ad esempio, risulta inaccessibile alle persone in carrozzina che non possono neppure fare un bancomat perché spesso c’è uno scalino da superare. Lo stesso discorso vale per le chiese: solo San Frediano ha un buon accesso mentre a San Martino hanno messo una pedana troppo inclinata. Stessi problemi se si parla di bar e negozi dove è quasi impossibile entrare. Sulle Mura – prosegue Canelli – ci sono pochi locali con bagni accessibili, mentre i marciapiedi oltre a non avere lo scivolo sono pieni di ghiaia».
Gianni Parrini
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