Finanza
Varchi e multe, il Comune cerca accordi
Raffica di richieste di rinvio delle udienze al giudice di pace per trovare una soluzione di compromesso con i cittadini
LUCCA. Forse una buona notizia per i (tanti) cittadini che hanno preso multe a raffica ai varchi della Ztl per il solo fatto di non essersi ricordati di rinnovare il permesso e che perciò hanno agito in buona fede. Il Comune, attraverso il proprio ufficio legale, sta chiedendo all’ufficio del giudice di pace di rinviare la discussione delle udienze per i ricorsi presentati dagli automobilisti nel tentativo di trovare una soluzione di compromesso, in parole parole una transazione, con chi si trova a dover pagare migliaia e migliaia di euro.
A palazzo Orsetti confermano che sì, la linea è questa. Quella, insomma, di non dare addosso al cittadino che si è visto recapitare raccomandate su raccomandate provenienti dal comando della polizia municipale per decine di infrazioni.
A dare una svolta che potrebbe rivelarsi positiva è stato il caso - portato alla ribalta dal nostro giornale - della signora che ha un garage in città e che si era dimenticata di rinnovare il permesso di tipo “N”. Entro la scadenza annuale avrebbe dovuto pagare 30 euro, ma lo aveva scordato. All’arrivo del primo verbale si era precipitata a regolarizzare la propria posizione. Ormai, però, era troppo tardi: aveva accumulato 119 infrazioni per un totale di 11mila euro. Una botta per tutti, tanto più per lei che fa l’operaia, guadagna 700 euro al mese e ha dovuto presentare 4 ricorsi. Un caso clamoroso, uno dei tanti, preso a cuore dallo studio legale dell’avvocato Marco Agnitti e dell’avvocato Silvia Ghilarducci.
La prima sentenza, emessa dal giudice di pace Correggia, è stata una mazzata per la signora condannata a pagare 3.700 euro per 40 multe da 92,50 euro l’una.
Martedì doveva tenersi la seconda udienza relativa ad altre 50 contravvenzioni, ma con il Comune è stato concordato un rinvio fino al 6 dicembre.
I giudici di pace, ai quali gli automobilisti possono fare ricorso (altra soluzione è rivolgersi al prefetto, ma in caso di condanna la sanzione viene raddoppiata) a Lucca hanno diversi modi di valutare vicende come quella della signora. C’è chi condanna, chi assolve, chi sceglie di far pagare magari una multa al giorno.
In occasione della prima udienza «ci siamo appellati al buon senso e non solo - spiega l’avvocato Ghilarducci - e abbiamo prodotto altre sentenze di giudici di pace di altre città, come Pisa, che dinanzi a vicende identiche avevano applicato il principio della buona fede. Riteniamo infatti che si debba prendere in debita considerazione la coscienza e la volontarietà del fatto».
Ma in occasione della seconda udienza (stavolta una tranche da 52 multe), ecco l'annuncio che il Comune ha chiesto un rinvio, per trovare una soluzione che non metta davvero in difficoltà economiche le famiglie. «Credo che serva - afferma l’avvocato Agnitti - oltre che l'sms di avvertimento delal scadenza del permesso a pagamento come è stato fatto negli ultimi tempi, anche un rilevatore acustico e magari un semaforo che consenta, come del resto avviene in altre città, di rendersi immediatamente conto che si sta per commettere un’infrazione. Quanto al caso della signora, come di tanti altri, mi auguro venga trovata una soluzione perché è impensabile e contrario ad alcuni principi giuridici consolidati che non si tenga conto della evidente buona fede di coloro che si sono trovati a vedersi recapitare decine e decine di verbali». (d.c.)
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