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Lucca

IL QUESTORE CRACOVIA

Poliziotti sensibili e persuasivi per vincere le sfide del futuro

Poliziotti sensibili e persuasivi per vincere le sfide del futuro

LUCCA. Una professione che cambia e che deve dare risposte immediate e al tempo stesso capire le esigenze del cittadino. Un poliziotto che non è soltanto il rappresentante dello Stato deputato a...

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LUCCA. Una professione che cambia e che deve dare risposte immediate e al tempo stesso capire le esigenze del cittadino. Un poliziotto che non è soltanto il rappresentante dello Stato deputato a reprimere i reati, ma che è chiamato a comporre i dissidi privati, a mediare, a consigliare. Il questore Claudio Cracovia sottolinea con forza un aspetto importante dell’attività della polizia moderna che avvicina al cittadino e cerca di aiutarlo a superare momenti difficili: «A Pescara abbiamo un’apposita scuola per il controllo del territorio. L’operatore impara le tecniche di approccio con ubriachi, persone che vanno in escandescenza, aspiranti suicidi, coniugi sull’orlo di una crisi di nervi». La forza della persuasione che si alterna e fa da contraltare ai posti di blocco e al normale pattugliamento dell’attività di prevenzione. «Il poliziotto moderno è un poliziotto a 360 gradi. - prosegue il questore - Che sa trattare con la giusta sensibilità i vari casi che la quotidianità ti pone davanti». Gli agenti finiscono per sostituirsi agli assistenti sociali: «Diciamo che interagiamo con loro. Noi facciamo il primo intervento e nel caso lo segnaliamo attraverso i nostri uffici. La polizia di prossimità è soprattutto questa e invece molti la identificano con gli agenti in divisa che passeggiano nel centro storico». Dalla centrale operativa poi arrivano segnali di un mondo esterno che anziché aprire spesso emargina. «Nei periodi festivi o in estate non vi immaginate nemmeno quanti sono gli anziani soli che telefonano all’operatore. Esprimono l’ansia della solitudine e parlare con qualcuno gli fa stare meglio. Disponibilità e pazienza devono essere il nostro pane quotidiano. E la mediazione delle controversie è un aspetto importante del nostro lavoro. Comporre dissidi evitando costi che si ripercuotono anche sulla collettività è una delle nostre mission a cui non dobbiamo rinunciare. Devo dire che ho trovato disponibilità e competenza nel personale».

Proprio ieri la squadra mobile ha denunciato per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice ed ingiurie una donna di 38 anni, già residente a Lucca e da qualche tempo trasferitasi per lavoro nella zona di Arezzo. La donna era sposata con un coetaneo lucchese da cui ha avuto un bimbo oggi adolescente. L’ex marito aveva ottenuto dal giudice, nella sentenza di separazione, di poter vedere il figlio nei fine settimana alternati e anche un giorno aggiuntivo infrasettimanale. La ex moglie non sopportando la situazione la prima volta non ha portato il figlio all’appuntamento ingiurando l’ex marito e successivamente non si è più presentata e non ha più risposto al telefono ed addirittura ha cambiato abitazione, pur di impedire all’ex marito di esercitare un suo legittimo diritto, peraltro imposto dal giudice. L’uomo l’ha denunciata.

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