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Lucca

Ischemia, due ore d’attesa per un paziente affetto da sospetta Tia

Ischemia, due ore d’attesa per un paziente affetto da sospetta Tia

Il figlio denuncia: «Mio padre poteva anche aggravarsi»

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LUCCA. Quasi due ore d’attesa al triage del pronto soccorso per un paziente, affetto da gravi patologie, e arrivato in ambulanza al pronto soccorso per perdita di conoscenza e sospetto attacco ischemico transitorio. Decisamente troppi e in grado di far aggravare le condizioni dell’ammalato. Una situazione oggettivamente imbarazzante che la figlia del paziente, Susanna Buchignani, sottolinea anche per un particolare: il controllo del rispetto della priorità dell’ordine d’accesso assegnata dal triage all’ingresso con i codici d’urgenza. «Voglio segnalare il trattamento riservato al mio anziano padre, affetto da varie gravi patologie,affinchè tale comportamento venga rivisto e corretto. - dice Susanna Buchignani - Mio padre giunge al pronto soccorso alle 16.30 in codice giallo a bordo di ambulanza per perdita di conoscenza e sospetto Tia.

Io lo seguo con la mia auto. All'ingresso il triage conferma il codice giallo e quindi viene messo in attesa della visita del medico. Un'infermiera mi assicura che entro 10 minuti al massimo un quarto d'ora, mio padre verrà visitato, in quanto il codice di urgenza assegnatogli (giallo) consente un rapido accesso  "le condizioni del paziente sono critiche e potrebbero aggravarsi...". Tali da premettere che la precedenza di visita, così come stabilito e scritto a chiare lettere nei cartelli dell'ospedale stesso, avviene tramite il codice "e non da chi arriva per primo". 

Nella stanzetta dell'attesa vi è l'infermiere di turno che chiama via via i pazienti presenti per condurli a visita. Alcuni sono barellati, altri seduti.Alcuni non sembrano molto gravi all'apparenza, ma qualcuno di loro, seppure steso in barella parla tranquillamente al cellulare e taluni per ingannare l'attesa prendono una boccata d'aria. Nel frattempo mio padre aspetta pazientemente il turno. Dopo aver atteso ben oltre il tempo promesso dall'infermiera vado a chiedere spiegazioni e a giustificazione mi viene riferito dagli infermieri che l'afflusso è alto, che ci sono priorità e che comunque posso rappresentare il tutto al medico responsabile del turno. Finalmente, dopo le proteste, qualcosa si muove, tant'è che alle 18.15 mio padre accede alla visita dal medico del pronto soccorso che dispone anche una tac di accertamento.

Conclusione: 1 ora e 45 minuti di angosciosa attesa alla faccia dei 10 minuti e del quarto d'ora previsti ad aspettare senza che nessuno, peraltro, venga a controllare se le condizioni di mio padre nel frattempo si siano aggravate. Vado a rappresentare il mio disappunto al medico di turno che prende atto e chiede scusa. Scuse accettate. E la prossima volta?  Con le patologie di cui soffre mio padre so che ci saranno altre volte. Chiedo: sono realmente questi i tempi di un codice giallo, 2 ore di lunga attesa? Dovrò di nuovo protestare per il riconoscimento di un diritto? Chi controlla il rispetto della priorità dell'ordine di accesso assegnata dal triage all'ingresso con i codici di urgenza?»

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