La manifestazione
I rapinatori restano in carcere
Piena confessione sul colpo alla filiale del Banco Popolare di Lappato che ha fruttato 13mila euro
LAPPATO. Un’ammissione piena per la rapina a Lappato, meno disponibilità ad accollarsi anche quella preparata, secondo l’accusa, ai danni di un portavalori a Montecatini.
E, sullo sfondo, il ruolo di un sesto uomo, il “regista” che ha messo insieme gli esecutori materiali fatti arrivare da Catania e i basisti locali.
Le forze dell’ordine hanno forti sospetti su un personaggio di origini siciliane, titolare di alcuni esercizi commerciali in Valdinievole.
Sarebbe lui l’architetto del colpo al Banco Popolare di Lappato di venerdì mattina concluso con un bottino di 13mila euro.
Nei suoi confronti al momento non ci sono misure cautelari, anche se, acquisite le confessioni dei tre fermati, il ruolo del sesto uomo resta l’unica ombra nelle indagini della squadra mobile che proseguono sotto la direzione del sostituto procuratore, Luigi Boccia.
Ieri mattina davanti al gip Patrizia Martucci si è svolta l’udienza per la convalida dei fermi.
Michele Ruggero, 50 anni, di Uzzano, assistito dall’avvocato Gianfranco Tiengo, ha reso una confessione piena circa la rapina di Lappato, mentre su quella contestata solo sulla carta contro il portavalori ha avuto poco da dire.
Il legale ha chiesto la revoca della misura in carcere e gli arresti domiciliari.
Il gip si è riservato.
Ammissione anche per Antonino Impellizzeri, 35 anni, di Catania, uno dei due autori materiali, con Alessandro Cutuli, 25 anni, catanese, quello che ha agito con il volto scoperto, del colpo in banca avvenuto venerdì mattina.
Il suo avvocato, Guido Cappabianca, non ha chiesto misure alternative al carcere.
Assodata la responsabilità della gang per la rapina nel Capannorese - gli atti verranno trasferiti a Lucca per competenza territoriale – quello che i legali dei tre fermati confutano alla Procura della Repubblica è la volontà dei propri assistiti di voler concludere un secondo colpo sabato mattina ai danni della guardia giurata con il carico di soldi e preziosi di varie gioiellerie.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
